Amianto: Ministero dell’Ambiente, 8 milioni di euro per la mappatura degli edifici

Autore:
Redazione
25/11/2020 - 04:12

Quasi 8 milioni di euro per la mappatura degli edifici pubblici che contengono amianto e la digitalizzazione e catalogazione degli atti sulle bonifiche della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente.

Li prevede una convenzione tra Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) e il Ministero che decorrerà dal 1° gennaio 2021 e avrà una durata di 63 mesi inserendosi tra i progetti sull’amianto, come “Asbesto 2.0che, nel 2017 e nel 2018, è stato finanziato dal Ministero per la definizione di una metodologia di indagine in grado di identificare gli edifici con presenza di amianto nelle coperture, a partire dalle scuole.

Proprio in continuità con questo progetto, la nuova convenzione si pone come obiettivo la sistematizzazione della mappatura delle coperture degli edifici pubblici contenenti amianto, per rendere accessibili i dati agli addetti ai lavori mediante un unico applicativo informatico. Parallelamente, sarà realizzata la digitalizzazione dell’archivio cartaceo della Direzione Risanamento Ambientale, che semplificherà il controllo della documentazione relativa ai singoli procedimenti.

Le risorse economiche sono state individuate nell’ambito del Piano Operativo Ambiente FSC 2014/2020, sotto-piano “Interventi per la tutela del territorio e delle acque”.

«Potenziare gli interventi di risanamento ambientale, dalle bonifiche dei siti inquinati alla rimozione dell’amianto, è tra le priorità dell’azione di governo», ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. «Gli 8 milioni di euro per la mappatura degli edifici che contengono amianto e la digitalizzazione dell’archivio della Direzione ministeriale che si occupa di bonifiche sono uno strumento utile nell’ambito delle azioni di risanamento del territorio e del coordinamento e disponibilità dei dati, punto di partenza per interventi mirati», ha aggiunto.

Inoltre, Costa, in una nota su Facebook, ha ricordato che in Italia l’amianto è stato bandito nel lontano 1992. «Da quel giorno ne è stata vietata la lavorazione, l’uso e il commercio perché ritenuto altamente dannoso per ognuno di noi. Sono passati quasi trent’anni e ancora oggi non abbiamo una vera e propria mappatura nazionale e unica sulla presenza dell'amianto. Ancora vediamo tetti, coperture, serbatoi d’acqua in amianto. Pensate che, ad oggi, si stimano 2.400 scuole con presenza di materiale contenente amianto. È incredibile!».

In conclusione, il ministro Costa ha poi sottolineato che si tratta di un lavoro che andava fatto parecchi anni fa e che «finalmente mettiamo mano a questo dannoso problema. Ogni anno ci sono ancora migliaia di morti per malattie derivanti dall’amianto come asbestosi, placche pleuriche, mesoteliomi, tumori polmonari. L’amianto ha tempi di incubazione lunghissimi: se lo respiri oggi, puoi manifestare i primi sintomi anche tra venti-trenta anni. Quindi è molto difficile poi risalire alla fonte dell’esposizione. È urgente identificare velocemente la presenza di amianto ed arrivare, come fine ultimo, a rimuoverlo da tutti gli edifici, pubblici e privati».

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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