Appetito fuori controllo, colpa dei neuroni dirottatori

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11/07/2018 - 07:16

L'appetito può andare fuori controllo per colpa di alcuni neuronidirottatori”, che regolano la fame causando variazioni del peso corporeo: la loro “cabina di pilotaggio”, scoperta nel cervello dei topi, potrebbe giocare un ruolo centrale anche nell'obesità e nei disturbi alimentari dell'uomo, come anoressia e bulimia. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Science dal gruppo di ricerca del dottor Yu Fu, della Agency for Science, Tecnology and Research di Singapore.

I neuroni che pilotano la fame si trovano in una regione enigmatica del cervello: il nucleo tuberale laterale dell'ipotalamo. La conoscenza di questa regione è molto scarsa, sebbene sia da tempo al centro di numerose ricerche: il suo danneggiamento in alcune malattie neurologiche, come l'Alzheimer e la Corea di Huntington, determina infatti un marcato calo dell'appetito dei pazienti, che finiscono per perdere peso molto rapidamente.

Per comprendere meglio la funzione di quest'area cerebrale, i ricercatori hanno studiato l'attività di un sottogruppo di neuroni che vi risiedono e che comunicano tramite un neurotrasmettitore chiamato somatostatina. Questi neuronipilota-appetito”, attivati dal digiuno e dall'ormone della fame “grelina”, aumentano la frequenza con cui i topi si nutrono e il tempo che spendono mangiando. Al contrario, quando vengono inibiti, riducono la fame.

La loro totale eliminazione, invece, causa una riduzione del cibo consumato e dell'aumento ponderale. «Queste scoperte aggiungono un altro elemento nella lista sempre più lunga dei centri del cervello coinvolti nel controllo del comportamento alimentare», commenta Sabrina Diano, esperta di neuroscienze alla Yale School of Medicine – Yale University e all'Università degli Studi di Napoli Federico II. Se questi primi risultati venissero confermati anche sull'uomo sarebbe un importante passo avanti, visto che «finora gli sforzi fatti per modulare questo comportamento e le sue aberrazioni, ad esempio legate all'obesità o all'anoressia nervosa, si sono dimostrati inutili».

(ANSA)

 

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