Brevetto dell'Università di Catania per estrarre le microplastiche

15/11/2019 - 05:30

Grazie all'Università di Catania, per la prima volta al mondo, sarà possibile determinare e quantificare con elevata sensibilità le microplastiche inferiori a 10 micrometri.

L’invenzione, già brevettata in Italia (ma lo scorso marzo l’ateneo catanese ha depositato una domanda di estensione del Brevetto Internazionale per proteggerla nei paesi UE ma anche in Giappone, Russia, Cina, Australia, Canada, USA, Corea, Taiwan), viene fuori da una ricerca che, intitolata “Metodo per l’estrazione e la determinazione di microplastiche in campioni a matrici organiche e inorganiche”, è stata portata avanti dal Laboratorio di Igiene Ambientale e degli Alimenti (LIAA) e condotta dal direttore del LIAA, la professoressa Margherita Ferrante, dalla ricercatrice Gea Oliveri Conti e dal dottore di ricerca Pietro Zuccarello.

Il lavoro ha trovato giusta risonanza su accreditate riviste internazionali come la prestigiosa Water Research.

Prima di questa invenzione, che permette la reale quantificazione delle microplastiche inferiori a 10 micron fino alle nano per quasi tutte le tipologie di plastica, tutte le metodologie di estrazione di microplastiche ad oggi accettate a livello internazionale prevedevano un processo di filtrazione per la raccolta delle microparticelle e microfibre plastiche. Un processo selettivo dimensionale che non consentiva di riconoscere quelle con diametro inferiore al poro del filtro utilizzato con conseguente perdita irrimediabile delle micro- e nanoplastiche.

Il brevetto, che ha reso il LIAA l'unico laboratorio in grado di determinare le microplastiche con dimensione inferiore ai 10 micrometri a livello mondiale, ha permesso all'ateneo di Catania di sottoscrivere diverse collaborazioni scientifiche con varie università italiane, ma anche con centri di ricerca in Tunisia, Austria e a breve con la Columbia University (USA).

Il LIAA, inoltre, sta sviluppando applicazioni del brevetto in campo ambientale, alimentare e medico al fine di meglio comprendere le interazioni ad oggi sconosciute tra microplastica e cellule nell'ottica di chiarire la relazione tra microplastiche ambientali e salute.

(ANSA)

 

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