Chiropratica, c'è da fidarsi?

Visualizzazioni:
1737
16/02/2017 - 10:09

CATANIA Coma elettrolitico: sembra questa la causa primaria che ha portato una donna catanese di 66 anni ad essere ricoverata presso l'ospedale “Cannizzaro“ del capoluogo etneo e ad arrivare sin quasi in punto di morte. Fortunatamente la donna si è svegliata grazie alle terapie approntate nel nosocomio, ma il decorso appare incerto, così come i possibili effetti a lungo termine. Ma a fare notizia è il motivo che avrebbe indotto la paziente al ricovero (il condizionale è d'obbligo visto lo sviluppo legale che la vicenda avrà): l'aver bevuto ben 8 litri di acqua al giorno nel corso di tre giornate. Per spiegare questa anomala pratica bisogna, però, fare un passo indietro.

Pare che per risolvere alcuni insistenti problemi muscolari, la donna si sia rivolta ad un chiropratico statunitense che esercita a Catania: l'uomo, come “cura alternativa”, avrebbe prescritto alla propria paziente l'assunzione di un quantitativo di 8 litri di acqua per tre giorni per depurare il corpo, prima di procedere con successivi interventi. A ciò andava aggiunto il digiuno totale e il posizionamento di un peso di 5kg sul ventre. Scopo della tecnica preparatoria sarebbe stato, a detta del chiropratico, quello di depurare il corpo dai farmaci assunti in dosi massicce dalla donna per attutire i dolori quotidiani, divenuti ormai insostenibili.

L'aspetto cronachistico, per noi, si ferma qui e al centro del nostro interesse si posiziona, invece, il ruolo del chiropratico, figura che ancora oggi suscita non poche perplessità. Dunque chi sono i chiropratici, cosa fanno e sulla base di quali studi e autorizzazioni agiscono? La chiropratica prevede l'uso delle mani da parte di un operatore per il trattamento di varie patologie osteo-articolari e muscolari, senza ricorrere all'uso di farmaci o interventi, che agisce curando le cause di un problema e non i suoi effetti: insomma, si può annoverare come una disciplina scientifica olistica o arte curativa, ma in molti la considerano più una medicina alternativa. Originaria degli USA, incontra da decenni una certa diffusione nel Mondo ed anche in Italia sono numerosi coloro che la esercitano. Il nostro Ministero della Salute afferma che:

“È istituito presso il Ministero della salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei dottori in chiropratica. L’iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti dall'ordinamento. Il regolamento di attuazione del presente comma è emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della salute”.

Inoltre, con il disegno di legge del maggio 2016 “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute” è stato compiuto un altro step, poiché “si istituiscono  due professioni sanitarie, l’Osteopata e il Chiropratico e si  passa sotto la vigilanza del Ministero della salute degli Ordini delle professioni dei biologi, degli psicologi (evolvendone in professioni sanitarie)  nonché dei chimici e dei fisici e viene istituito presso l’Ordine degli ingegneri l’elenco nazionale certificato degli ingegneri biomedici e clinici”. Tuttavia, ad oggi manca proprio il registro dei chiropratici e l'unico strumento regolatorio afferisce alla Federazione Mondiale, con sede a Toronto, in Canada. Questa situazione, non del tutto definita, pone numerosi interrogativi, ad esempio sull'abuso di una professione che esiste ma che non ha un registro nazionale italiano; allo stesso tempo, casi come quello della donna catanese in coma elettrolitico gettano ombre su una realtà ancora confusa.

Abbiamo quindi sentito il parere dell'Associazione Italiana Chiropratici, nella persona del presidente, il dottor John J. Williams:

 

 

 

 

 

 

 

Partiamo dall'episodio della donna entrata in coma elettrolitico: a cosa ci riferiamo quando parliamo di questo grave stato?

L'assunzione di otto litri di acqua al giorno per più giorni, unitamente al digiuno e al posizionamento di un peso di 5Kg sullo stomaco possono causare un coma elettrolitico?

Solo di recente la medicina ha riconosciuto uno status alla chiropratica: di cosa si occupa questa disciplina?

Perchè il registro dei chiropratici esiste solo sulla carta? Come si controlla, di conseguenza, l'abuso della professione?

Cosa può fare un chiropratico e cosa non può, per legge?

Quali benefici può avere un paziente che si rivolge ad un chiropratico?

Quali rischi sono connessi ad eventuali cattive prescrizioni operate da chiropratici?

“Sono dispiaciuto di leggere dell’incidente di Catania e anche incredulo che qualcuno possa prescrivere una cura tale. Il fatto che sia stato un chiropratico è ancora più incredibile. Bere 8 litri d’acqua al giorno equivale ad una ricetta per un disastro perché sbilancia il rapporto elettrolitico nel sangue. Gli elettroliti sono essenziali per la vita e devono essere sempre in rapporto fra di loro ed entro certi limiti. Alcuni elettroliti essenziali sono potassio, sodio, magnesio, calcio e cloro, che sono importanti per le contrazioni muscolari e le funzioni neurologiche: vengano monitorati da reni e livelli ormonali. Un forte squilibrio degli elettroliti può causare gravi conseguenze alla salute come quelli cardiaci, cambiamenti della pressione arteriosa, convulsioni, e perfino coma, per menzionare solo alcuni. L’applicazione di un peso di 5 Kg sullo stomaco poi, è fuori di qualsiasi logica e di certo non fa parte di nessun protocollo chiropratico, e dubito che prima d’ora, si è mai stato praticato da chiunque. L’Associazione Italiana Chiropratici disconosce assolutamente questo approccio bizzarro alla salute, e tiene a precisare che il dottore che l’ha praticato non è membro della nostra associazione.

Ho letto che la medicina ha recentemente riconosciuto uno status alla chiropratica, ma in realtà non è così. Il riconoscimento della chiropratica avvenne nel 2007, come “professione sanitario di primo grado”, ma si doveva seguire un decreto ministeriale che la regolamentava e che costituiva un registro dei “dottori in chiropratica”, entro 6 mesi. Purtroppo siamo al 9 anni del riconoscimento e sono passati ben 4 Ministri della Salute, senza che nessuno abbia applicato la legge. Ciò che è successo recentemente, però, è che Il Ministro Lorenzin ha incluso la chiropratica in una legge quadro con un emendamento svolto a regolamentare la chiropratica secondo la legge che l'ha riconosciuta del 2007, ed entrata in vigore il 1 gennaio 2008, che richiede una laurea magistrale di 5 anni. Quando la cosiddetta Legge Lorenzin è entrata in Commissione Sanità, questa volontà è stata stravolta, e, sotto pressione di alcuni membri, sono stati inseriti degli emendamenti per abrogare la legge del 2007 e relegare la chiropratica ad una professione tecnica con una laurea di 3 anni che, se confermata, declasserebbe la chiropratica e renderebbe impossibile formare un professionista competente a svolgere la professione di chiropratico. Una cosa così porterebbe l’Italia fuori dei requisiti in Europa, come nel resto del mondo della chiropratica (negli Stati Uniti, il corso di chiropratica e addirittura di 8 anni).

In Italia, e specialmente in Sicilia, esiste un grossissimo problema di abusivismo tra persone improvvisate e di titoli sfornati da istituti statunitense non accreditati, che in patria non parlano e non potrebbero parlare della chiropratica perché regolamentata. Questo è il risultato dalla mancata attuazione della legge del 2007, che non ci permette di controllare né l’abusivismo, né l’esercitazione sbagliata dai chiropratici veri, recando un grave danno alla professione e creando un serio rischio alla salute dei pazienti che si capitano nelle mani sbagliate”

 

Nel prossimo articolo troverete le risposte che ci ha fornito la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO).

 

 

 

 

clicca e scopri come sostenerci

Aggiungi un commento