Cinema: ripartire dalle proiezioni all’aperto

Autore:
Redazione
07/05/2020 - 03:09

La pandemia di Covid-19 ci ha obbligato a stravolgere le nostre abitudini e a rinunciare a molti aspetti delle nostre vite, a cominciare da quelli che maggiormente hanno a che fare con la socialità.

Tra i settori più colpiti quello del cinema che, adesso, si interroga su come riportare il pubblico di fronte ad uno schermo che non sia quello della TV del salotto di casa.

Per fortuna in soccorso delle sale cinematografiche, costrette alla chiusura da due mesi, sta arrivando la bella stagione: ed è proprio alle condizioni climatiche clementi, che consentiranno di trascorrere le sere all’aria aperta, che guardano gli esercenti per poter far ripartire il proprio business. Infatti, l’idea più concreta di cui si discute in queste settimane non sembra essere la rinascita dei drive-in, ma le proiezioni all’aperto nei mesi estivi.

A raccontarlo all’AGI è Mario Lorini, presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) che riunisce 2.606 schermi in tutte le regioni d’Italia.

Per ora, naturalmente, si tratta solamente di idee: le proposte che verranno presentate alle istituzioni nei prossimi giorni non sono ancora state del tutto formalizzate, e poi occorrerà far combaciare le esigenze sanitarie e di sicurezza con gli aspetti organizzativi e di sostenibilità economica di simili proiezioni.

SPAZI ALL’APERTO E DISTANZE TRA SCONOSCIUTI, MA GRUPPI FAMILIARI PIÙ VICINI

Tra le ipotesi per far ripartire i cinema, insomma, quella che Lorini sostiene con maggiore forza è l’allestimento di spazi all’aperto.

«Penso ai nostri castelli e alle ampie piazze d’armi di cui dispongono, alle fortezze, alle ville come la Fabbricotti di Livorno, ai parchi dove in passato i nostri esercenti hanno già portato gli schermi», spiega Lorini.

«Penso alle arene, di cui ce ne sono almeno 200 già attive in tutta Italia e ad altre che possano venire attrezzate, agli open space come il CineVillage a Talenti a Roma. Eventualmente posso pensare anche alle piazze, ma in ogni caso si tratta di spazi delimitati dove il rapporto tra la superficie e lo spazio occupato sia assolutamente ampio».

Grandi spazi all’aperto, insomma, che non servano soltanto ad assicurare la distanza interpersonale, «ma anche a offrire la sensazione di tranquillità agli spettatori».

La nuova normalità sarà un mix diequilibrio, sicurezza e senso di libertà”, possibilmente organizzato consentendo a chi vive insieme di restare a più stretto contatto e di fruire del film in compagnia: «Oggi viviamo il bisogno di ritrovare un senso di famiglia e anche di coppia, pertanto credo che le persone che vivono insieme in ambito familiare possano stare insieme anche quando guardano un film, magari indossando le mascherine. Sì a una distanza di sicurezza, ma che sia inferiore a quella a cui occorrerà tenersi con gli sconosciuti», spiega il presidente dell’ANEC. In altre parole: all’incirca un metro e mezzo tra persone che non vivono insieme, maggiore contatto per chi invece condivide l’abitazione ogni giorno.

SERVE SOCIALITÀ, NON IL DRIVE-IN

Regole di sicurezza e capienze contingentate da una parte, recupero della socialità dall’altra: sono questi i due capisaldi attorno ai quali far ripartire i cinema. Gli strumenti per farlo, prosegue Lorini, ci sono: i biglietti potranno essere venduti online e la verifica del titolo di accesso avvenire con scansioni a distanza che evitino il contatto fisico. E poi, sottolinea Lorini, «i nostri esercizi cinematografici hanno già l’abitudine a tenere i locali in perfetto ordine, rispettando norme stringenti in materia di sicurezza e pulizia».

E sui drive-in, di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane? «Non ho niente contro i drive-in - spiega Lorini - ma che cosa cambia se gli spettatori invece di rimanere chiusi a casa si chiudono in un’automobile? Se abbiamo la possibilità di organizzare ambienti ampi all’aperto, perché dobbiamo concentrarci sull’auto?». Oltretutto, prosegue il presidente di ANEC, costruire un drive-in ha un costo importante: «Non dico di no a questa ipotesi, è nostalgica e romantica», ma presenta anche questioni tecniche non indifferenti, dalla necessità di mettere a punto progetti ingegneristici importanti alla gestione della sicurezza di tante auto in uno spazio ristretto, dal rischio che le temperature serali estive rendano poco sopportabile uno show di un paio d’ore fino al più banale dei problemi: che in ogni macchina ci possono stare al massimo due persone (quelle sedute nei sedili anteriori), di fatto escludendo a una famiglia con un bimbo di guardare un film tutti insieme.

In questo momento, conclude Lorini, la priorità è «far ripartire un settore, tenendo però ben presente che si tratta di un momento eccezionale, in cui le misure da adottare sono temporanee». Secondo il presidente dell’ANEC non vivremo dunque un cambiamento definitivo: l’orizzonte resta il ritorno nelle sale. Nell’attesa, «consentiamo che il pubblico guardi il cinema come si deve: lasciamo che lo facciano i professionisti».

(AGI/Marco Gritti)

 

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