Grazie, Frida

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09/03/2017 - 09:25

«Sono nata con una rivoluzione. Diciamolo. È in quel fuoco che sono nata, pronta all’impeto della rivolta fino al momento di vedere il giorno. Il giorno era cocente. Mi ha infiammato per il resto della mia vita. Da bambina, crepitavo. Da adulta, ero una fiamma».

Frida Kahlo

 

Un'artista che riveste un ruolo cruciale nell'evoluzione della storia dell'arte porta il nome di Magdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderón, ­meglio conosciuta come Frida Kahlo.

Frida è una tra le artiste del '900 più amate e conosciute al mondo, e costituisce grande esempio di forza e di creatività. Ha creato un proprio linguaggio figurativo, esprimendo idee e sensazioni attraverso uno stile che si rifà al Messico ed alla sua tradizione artistica popolare, cui lega anche l'impegno politico divenendo membro della Lega Giovanile Comunista. Il suo occhio penetra nel particolare, si concentra sul dettaglio e lo ingigantisce, come foglie che talvolta divengono alberi: l'interno di un frutto, o di un fiore, viene ingrandito quasi al punto da poter essere sezionato, letteralmente aperto, per mostrare tutto ciò che cela al proprio interno, fin nelle viscere.

Elemento fondamentale nella sua opera sta nel modo in cui ella affronta la propria vita, il proprio dolore, non tacendolo, ma rivelandolo al mondo intero. Frida mette a nudo completamente la propria condizione, segnata da una serie di episodi tragici. Affetta fin da bambina da colonna bifida, la piccola Frida cerca di nascondere il disequilibrio agli arti inferiori, che ne era derivato, indossando abiti lunghi e larghi. E ancora, a diciotto anni, un evento cambia drasticamente la sua vita e la porta a rinchiudersi in una profonda solitudine: rimane vittima di un incidente in autobus, che la compromette in modo permanente e che la priverà in futuro di portare avanti una gravidanza, costringendola a ripetuti aborti. Una vita segnata molto presto come devastante. Tuttavia, non si lascia abbattere. Fin dalla giovane età dimostra una personalità forte, uno spiccato senso artistico ed uno spirito indipendente e passionale, che rifiuta ogni convenzione sociale. Nata nel 1907, ha sempre preferito sostenere di esser nata nel 1910, nell'anno della Rivoluzione Messicana, di cui si sente figlia.

Costretta a letto dai gravi problemi di salute, Frida inizia a dedicarsi sempre più alla realizzazione di dipinti, per la maggior parte di natura autobiografica, su cui proietta ogni evento importante della propria vita, attraverso uno stile unico, deciso, fiero. Fiero come il suo animo, che risponde senza arrendersi alle sfide che la vita ha posto dinanzi al suo cammino. Deciso, come i suoi profondi occhi scuri, sempre pronti ad affrontare tutte le battaglie, seppur pregni di lacrime amare.

Così si ritrae in La colonna rotta, nuda, col volto solcato dalle lacrime, irrimediabilmente compromessa da quel tragico incidente. Le lacerazioni presenti sul suo corpo trovano parallelismo nel paesaggio dietro la sua figura: è un panorama desolato, solcato da spaccature che ricordano come la sofferenza interiore influenzi il modo di sentire e percepire ciò che ci circonda. La tela diviene specchio della sua interiorità.

Ne Letto volante esibisce tutto il dolore causato dall'aborto, attraverso la rappresentazione di un corpo nudo e sanguinante, il suo, disteso su un letto d’ospedale, dal quale si diramano, attraverso dei cordoni ombelicali, i segni di un’esperienza vissuta, ma mai metabolizzata. L’arte del dipingere diviene per Frida il modo per esorcizzare il suo dolore e le tragiche esperienze; i suoi autoritratti costituiscono il filo conduttore della sua opera e della sua vita.

Il pensiero di Frida anticipa le dinamiche della Rivoluzione Femminista, si fa simbolo dell'Avanguardia artistica e precursore della concezione per cui il corpo diviene palcoscenico dell’anima, il modo più diretto e più puro per mettere in contatto la sfera più profonda dell'interiorità con il mondo circostante. Non rifiuta il proprio corpo, né le proprie esperienze, ma vive nell’ottica del superamento di esse, attraverso il potere catartico dell’arte.

Si oppone al modello estetico standardizzato di donna stereotipata: con gli abiti tipici della tradizione messicana, contraddistinti da colori vivaci, e con le sue evidenti e prosperose sopracciglia, Frida ambisce ad affermare una nuova concezione estetica, applicata su di sé e sui suoi quadri, e mira a decostruire l'immagine della donna, che attraverso i secoli è stata investita di proiezioni e discriminazioni.

Frida è esempio di vita, è stimolo all'azione, alla ribellione, al non arrendersi mai.

L'indole rivoluzionaria che la contraddistingue si traduce in colore: è il rosso la tonalità che ricorre maggiormente nei suoi quadri, come inno alla vita e alla gioia, elementi caratterizzanti proprio la sua ultima opera, Viva la vida.

 

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