I giorni magici dell'Estate

21/06/2016 - 17:16

Il Solstizio d’Estate è giunto, con il suo carico di miti e riti che risalgono alla notte dei tempi; è  il giorno più lungo dell’anno, al chiaro di luna si celebra il Dio Sole al massimo della sua potenza: l’affermazione dell’energia solare, il raccolto delle erbe magiche e il fuoco protettivo ne sono gli elementi caratterizzanti. Il Sole il 21 giugno raggiunge lo zenit e le ore di luce superano le ore della oscurità notturna che, secondo antiche tradizioni, viene ancor oggi rischiarata dal fuoco dei falò, un tempo ritenuti necessari per scacciare le streghe e inneggiare al Sole: è il giorno dell’anno in cui il Sole vince sulle Tenebre, metafora del trionfo del Bene che vince sul Male.

Ma è anche la notte delle Acque Miracolose, della Rugiada, dei fiori e delle erbe magiche, in cui sogno e realtà, umano e divino, si mescolano a tal punto da costituire un’unica realtà. L’intuizione  apre le porte alla dimensione soprannaturale che rende percepibile, quasi misticamente, la presenza intorno a noi di energie che riconducono allo stato primordiale e fanno percepire la Natura come  Madre Terra. Uscire all’aperto e restare un po’ in meditazione può permetterci di introitare queste meravigliose energie e riattivare i sensi.

E’ il momento più adatto per la divinazione, per le pratiche magiche e tutti i rituali associati all’elemento fuoco: guardare il sole all’alba meditandoci su è già un rituale efficace, così una festa a base di danze e poesia con un bel falò centrale. Se anche voi prevedete di accendere un piccolo falò in onore del Sole,  gettatevi dentro: iperico, timo, artemisia, finocchio, piantaggine, verbena, vischio, ruta e lavanda, 9 erbe propiziatrici.

Finita la Festa le ceneri dei falò venivano raccolte e sparse sui campi per renderli fecondi, mentre i tronchi incombusti erano portati nelle case per proteggerle dagli incendi. Per gli Scandinavi i falò solstiziali erano dedicati al figlio di Odino, Baldur, divinità associata alla vegetazione, ritenuta spirito della quercia, il cui legno veniva utilizzato proprio per i falò. Dalle ore 23,00 alle 24,00 i rabdomanti tagliano i rami di nocciolo per farne bacchette magiche che li guideranno nella ricerca delle falde acquifere.

Esponete alla luce della Luna una brocca d’acqua, pietre e cristalli: li renderà carichi di energia positiva. Addobbate le vostre case ed i vostri luoghi di lavoro con spighe e papaveri rossi, simbolo dell’abbondanza e della prosperità, secondo le antiche consuetudini del mondo rurale. Ancora oggi il fulcro del solstizio d’estate è Stonehenge, dove ogni anno migliaia di persone si radunano per attendere l’alba del giorno con il maggior numero di ore di luce e con l’idea di imitare il benvenuto al sole di druidi, streghe e guerrieri del passato.

Il periodo tra il 21 giugno e il 24 giugno è il migliore per raccogliere le erbe spontanee e le piante officinali da essiccare, perché, come hanno insegnato gli antichi sacerdoti Druidi, sono cariche di energia. Mirto e verbena, raccolti in questa notte, servivano per gli oracoli d’Amore e come pegno di reciproca fedeltà tra coniugi; le felci che, tradizione vuole, nella notte solstiziale brillino come oro, portano fortuna a chi le scorge perchè scoprirà tesori nascosti nel grembo della Madre Terra.

E’ il tempo della raccolta dell’Iperico, noto pure come l’Erba di San Giovanni o l’ Erba dell’Amore, che, appeso all’uscio di casa, è un porta fortuna. In fitoterapia è apprezzato per le sue qualità calmanti ed emollienti in caso di scottature, e proprio in questi giorni ne viene preparato l’oleolito. Un tempo veniva colto dalle ragazze per farne mazzetti da mettere sotto il guanciale per poter sognare il volto del futuro marito; le giovani fidanzate ne appendevano due mazzetti sopra la stufa ed attendevano che si seccassero per leggere nella loro inclinazione il futuro della loro vita coniugale, che sarebbe stata felice nel caso in cui i due mazzetti essiccati si fossero inclinati l’uno verso l'altro fino a toccarsi. Si era soliti bruciare l’iperico per scacciare i diavoli, utilizzandolo alla stregua di un incenso. La tradizione insegna che  raccolto a mezzogiorno aiuti a combattere eventuali malattie, raccolto a mezzanotte (in questo caso le radici) caccia via gli spiriti malvagi.

La società medioevale  riteneva che nella notte del Solstizio d’Estate le streghe si radunassero sotto il Grande Noce di Benevento, per celebrare il loro sabba più importante di tutto l’Anno. Un’altra pianta associata al solstizio è infatti il noce, rifugio delle streghe, i cui frutti vengono raccolti proprio nella notte di San Giovanni per la preparazione del famoso liquore nocino, cui si attribuiscono virtù magiche. Un rituale attribuito alle streghe consisteva nel girovagare nude per i campi, in modo da propiziarne i raccolti, a caccia di erbe magiche, riunendosi poi per danzare fino al mattino. Potente anche la rugiada della notte di San Giovanni, cui si attribuiscono poteri magici come la capacità di ringiovanire la pelle, propiziare la fertilità.

Il Solstizio d’Estate è il trionfo della Natura, segnato dalla Magia Verde; la Dea gravida è il simbolo della fecondità che sta per esplodere nel trionfo di frutti e nel tripudio della vegetazione dell’Estate ormai giunta. E’ il Giorno sacro di Iside perché la Luna, simbolo dell’elemento femminile, ha nel Solstizio d’Estate il momento del suo massimo splendore; è la notte di Diana, simbolo femminile di bellezza e spirito selvaggio.

Il periodo solstiziale con il suo simbolismo è un invito  al rispetto dell’Ambiente, all’unione con i ritmi della Natura; un invito alla rinascita, a un nuovo inizio, rinfrancati nell’animo e nel corpo. Quest’anno non lasciamoci sfuggire questa opportunità.

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