In Italia 800.000 bambini con l'asma, i consigli per un'estate sicura

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03/08/2018 - 07:53

Con alcune semplici regole anche gli oltre 800.000 bambini italiani colpiti da asma possono godersi le vacanze estive. L'indicazione viene dalla Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), che ricorda come questa malattia interessi il 10% dei bambini nel nostro Paese.

«Oggi grazie alle nuove terapie e a strumenti diagnostici sempre più precisi riusciamo a garantire a tutti una buona qualità di vita. Quindi anche per i pazienti più giovani la bella stagione può e deve rappresentare un momento di svago e piacere», sottolinea Giorgio Piacentini, presidente SIMRI.

La prima regola dettata dagli esperti è quella di scegliere accuratamente il luogo di villeggiatura: è possibile trascorrere le vacanze sia al mare che in montagna, tenendo conto del quadro clinico specifico del paziente. Per esempio, in estate si verifica un aumento di casi d'asma tra i bambini allergici alle graminacee, e la fioritura di questi vegetali in montagna (sopra i 1.000/1.500 metri) avviene di solito a metà della bella stagione.

Al secondo punto la SIMRI indica il consiglio di evitare di uscire nelle ore più calde e afose: «È una regola che vale per tutti e che deve essere rispettata ancora con maggiore attenzione quando il bimbo ha pesanti problemi respiratori».

Per ridurre il rischio di attacchi, inoltre, bisogna mangiare tanta verdura e frutta fresca di stagione, perché le sostanze antiossidanti dei vegetali aiutano a contrastare l'azione di allergeni e di inquinanti.

Per concludere gli esperti consigliano di non esporre il paziente al fumo passivo, che aumenta il rischio, di usare l'aria condizionata ma avendo cura che i filtri siano sempre puliti e, infine, di tenere a portata di mano farmaci e medicinali. «Soprattutto in occasione di brevi viaggi, escursioni o scampagnate all'aria aperta. Lo stesso vale in concomitanza dei grossi temporali estivi. Diversi studi scientifici hanno dimostrato un incremento di forti crisi d'asma (anche fatali) durante o subito dopo gli acquazzoni tipici della stagione più calda».

(ANSA)

 

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