Memoria di ferro grazie a un gene, il segreto dei SuperAgers

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07/06/2018 - 13:12

Una memoriaresistenteagli anni che passano potrebbe essere ereditata attraverso il gene che caratterizza i SuperAgers, ovvero individui che, invecchiando, non perdono le loro capacità di memoria e ragionamento. Secondo i ricercatori del Translational Genomics Research Institute (TGen) e della Northwestern University, queste persone hanno infatti una marcia in più di tipo genetico rispetto alla popolazione che invecchia normalmente.

Recenti studi hanno dimostrato che i SuperAgers hanno meno atrofia cerebrale e meno cambiamenti patologici associati al morbo di Alzheimer. Ora, il nuovo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Aging Neuroscience, mostra che gran parte di questoaiutinoviene fornito da una variazione genetica. I ricercatori hanno sequenziato i genomi di cinquantasei SuperAgers, definiti come individui di età pari o superiore a 80 anni che hanno ottenuto, nei test di memoria, valori pari o superiori alla media degli adulti di età compresa tra 50 e 65 anni.

Li hanno quindi confrontati con un gruppo di controllo di ventidue persone di pari età che hanno ottenuto un punteggio nella media. Hanno scoperto così che i SuperAgers hanno cambiamenti genetici nel gene MAP2K3. Il risultato lascia sperare per il futuro. «Gli inibitori di questo gene possono rappresentare una nuova strategia terapeutica per potenziare le capacità cognitive e difenderle dall'Alzheimer», spiega l'autrice senior dello studio Emily Rogalski, professore associato del Mesulam Cognitive Neurology and Alzheimer's Disease Center della Northwestern.

(ANSA)

 

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