Millennials malati di perfezionismo, boom negli ultimi 25 anni

16/02/2019 - 09:34

Sommersi da un'onda crescente di perfezionismo. Così appaiono soprattutto i giovani secondo un recente studio guidato dalla York St John University, nel Regno Unito, e dalla Dalhousie University, in Canada, e pubblicato su Personality and Social Psychology Review. La ricerca, una meta-analisi di 77 studi che hanno coinvolto complessivamente venticinquemila persone (dai 15 ai 49 anni, circa due terzi dei quali donne), evidenzia che il perfezionismo è aumentato notevolmente negli ultimi 25 anni e che colpisce allo stesso modo uomini e donne.

«Dalla ricerca -spiegano due degli studiosi che l'hanno condotta, Simon Sherry e Martin M. Smith, su The Conversation - è emerso che i giovani di oggi sono più perfezionisti che mai. Il perfezionismo è aumentato dal 1990. Ciò significa che i Millennials vi lottano più delle generazioni precedenti. Una scoperta che rispecchia i risultati di ricerche precedenti».

Le cause del perfezionismo sono complesse secondo i ricercatori. Un suo aumento deriva dal fatto di essere inseriti in una realtà sempre più competitiva, dove la provenienza sociale e le prestazioni contano eccessivamente e la vittoria (spesso unica opzione accettabile) e l'interesse personale sono enfatizzati. Anche genitori che esercitano troppo controllo e sono eccessivamente critici possono favorire lo sviluppo del perfezionismo e, infine, non va trascurato il peso dei social media, con post che mostrano vite irrealisticamente “perfette”.

Tutto ciò fa sì che i Millennials siano circondati da troppi parametri su cui misurare il loro successo o fallimento.

Un'antidoto possibile c'è secondo i ricercatori e risiede nell'amore incondizionato. Quello per cui i genitori apprezzano i figli per qualcosa di più delle loro prestazioni o del loro aspetto. «I genitori devono imparare ad essere meno critici ed iperprotettivi, insegnando ai propri figli a tollerare e imparare dai loro errori. Inoltre, devono sottolineare al contempo quanto sia importante impegnarsi per ciò in cui si crede rispetto alla ricerca irrealistica della perfezione», concludono gli studiosi.

(ANSA)

 

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