Miopia e stili di vita, non è solo colpa della genetica

14/02/2019 - 13:00

I bambini miopi trascorrono più tempo negli ambienti chiusi e meno all’aperto rispetto ai bambini non miopi. È questo il risultato che emerge dalla recente ricerca condotta dall’Erasmus University Medical Center di Rotterdam (Olanda) pubblicata di recente sul British Journal of Ophthalmology. Altri dati significativi sono il basso livello di vitamina D e un indice di massa corporea maggiore legato al fatto di non praticare regolare attività sportiva.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno valutato i dati relativi a 5.711 bambini di sei anni d’età, raccolti mediante misurazione dell’acuità visiva e un esame obiettivo dei piccoli pazienti; si è tenuto conto degli stili di vita e, in particolare, delle attività quotidiane svolte dai bambini.

Poco più del 2% dei partecipanti è risultato affetto da miopia, un errore di rifrazione tra i più comuni che di solito peggiora fino a quando, di solito entro i 40 anni, si stabilizza.

La ricerca scientifica da tempo mira ad individuare i fattori correlati all’insorgenza della miopia. Risulta comprovato che, accanto all'origine genetica, abbiano un ruolo importante i fattori ambientali, in particolare l'esposizione ai raggi solari. L’adozione delle dovute precauzioni in caso di esposizione alla luce solare nei periodi più caldi dell’anno e l’abitudine di allenare l'occhio a coprire maggiori distanze con lo sguardo potrebbero aiutare i bambini a mantenere una vista più acuta. Fondamentale rimane, comunque, il monitoraggio con visite periodiche dall’oculista per garantire la migliore conservazione della vista.

Studi precedenti hanno già messo in luce il rapporto tra miopia infantile e stili di vita. Nel 2015 una ricerca pubblicata su JAMA – The Journal of the American Medical Association aveva concluso che, fra i bambini di sei anni che non trascorrevano molto tempo all’aperto, il 40% aveva sviluppato miopia. La percentuale scendeva al 30%, invece, fra chi faceva ogni giorno almeno 40 minuti di attività all’aperto.

Nel 2011 gli autori di uno studio della Cambridge University, presentato al congresso annuale dell’American Academy of Ophthalmology, avevano concluso che per ogni ora in più a settimana trascorsa all’aria aperta il rischio di miopia si riduceva del 2%.

 

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