Mortalità e ricoveri associati alle emissioni delle centrali a carbone: riflettori su Vado Ligure

06/09/2019 - 08:04

Gli epidemiologi ambientali dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IFC) di Pisa hanno studiato l’impatto sanitario della centraleTirreno Powerdi Vado Ligure (Savona), avviata nel 1970 e alimentata a carbone fino al 2014, quando la Procura della Repubblica di Savona ha fatto fermare gli impianti a carbone perdisastro ambientale doloso”.

La ricerca ha valutato la relazione tra l’esposizione a inquinanti atmosferici emessi dalla centrale e il rischio di mortalità e ricovero in ospedale per cause tumorali e non tumorali, studiando tutta la popolazione residente dal 2001 al 2013 in dodici comuni intorno a Vado Ligure.

Lo studio degli epidemiologi ambientali CNR-IFC è stato pubblicato in questi giorni sulla rivista Science of the Total Environment.

«L’esposizione a biossido di zolfo (SO2) e ossidi di azoto (NOx) è stata stimata dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL) mediante un modello di dispersione, che ha considerato le emissioni da fonti industriali, portuali e stradali», spiega Fabrizio Bianchi del CNR-IFC, coordinatore del gruppo. «L’area è stata suddivisa in quattro classi di esposizione a inquinanti (diversi livelli con inquinamento di crescente intensità). La relazione tra effetti sulla salute ed esposizione a inquinamento atmosferico è stata studiata per uomini e donne, confrontando ciascuna delle tre categorie con maggiore concentrazione di inquinanti con quella a minore concentrazione, tenendo conto dell’età e della condizione socio-economica della popolazione (indice di deprivazione)».

Per il periodo 2001-2013 sono state seguite 144.019 persone, identificate con l’indirizzo di residenza. «Nei dodici comuni considerati, nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per tutte le cause (sia uomini che donne +49%), per malattie del sistema circolatorio (uomini +41%, donne +59%), dell’apparato respiratorio (uomini +90%, donne +62%), del sistema nervoso e degli organi di senso (uomini +34%, donne +38%) e per tumori del polmone tra gli uomini (+59%). L’analisi dei ricoveri in ospedale ha fornito risultati coerenti con quelli della mortalità», prosegue Bianchi.

I risultati ottenuti indicano che «anche considerando le diverse fonti inquinanti cui sono stati esposti i cittadini, ci sono stati forti eccessi di rischio di mortalità prematura e di ricovero ospedaliero per i residenti intorno alla centrale a carbone di Vado Ligure. L'esposizione alle emissioni è risultata associata a numerosi eccessi di mortalità e di ricovero in ospedale, in particolare per le malattie dei sistemi cardiovascolare e respiratorio, per i quali d’altra parte la dimostrazione scientifica di un legame con l’inquinamento atmosferico è più convincente», spiega il ricercatore CNR-IFC.

«I risultati conseguiti confermano peraltro le conoscenze pregresse, ma è la prima volta che viene effettuata una quantificazione del rischio, purtroppo molto alto. Le centrali per la produzione di energia alimentate a carbone rappresentano una fonte significativa di inquinanti atmosferici che impattano a livello locale e globale. Oltre alle note emissioni di biossido di carbonio (CO2), che contribuiscono al riscaldamento globale, ci sono quelle di biossido di zolfo (SO2), che sono associate a effetti dannosi per la salute».

Gli autori concludono con l’auspicio che «si sposti con urgenza l’attenzione sulle valutazioni preventive degli impatti sulla salute, e quindi sulle fonti che si conoscono come maggiormente inquinanti, anziché valutare i danni alla salute già verificatisi a causa delle esposizioni». E inoltre confidano che «i risultati presentati possano stimolare decisioni a favore della riduzione dei livelli di esposizione riconosciuti dannosi per l’ambiente e la salute e della realizzazione di studi analitici e di programmi di sorveglianza adeguati. Più in generale, lo studio condotto a Vado Ligure può contribuire a fornire ulteriore alimento all'ampio dibattito in corso sulle opzioni di decarbonizzazione e di contrasto ai cambiamenti climatici».

 

In copertina: immagine di repertorio (Fonte: Pixabay)

 

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