Nuovi antibiotici nascosti nelle ricette di medicina medievale

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03/09/2018 - 08:19

I rimedi usati nella medicina medievale, come quelli descritti ne Il nome della rosa, seguivano dei criteri scientifici simili a quelli della medicina moderna, e anzi potrebbero avere ancora qualcosa da insegnarci.

Lo afferma uno studio che, pubblicato sul sito arXiv, analizza le ricette descritte in un testo dell'epoca. I ricercatori dell'Università della Pennsylvania e dell’Università di Warwick hanno esaminato il Lylye of Medicynes, un libro del quindicesimo secolo conservato nella biblioteca dell'Università di Oxford. Il volume, spiegano, nomina oltre 3.000 ingredienti usati per 113 condizioni, dalle infezioni all'insonnia.

Dopo averli sistematizzati, gli esperti hanno verificato se le ricette descritte potessero funzionare, consultando la letteratura scientifica attuale. Ad esempio, un collutorio per curare le infezioni della bocca prevedeva l'uso di sommacco (spezia che ha un potere antiossidante assai elevato), radice di melograno, miele, aceto e altre sostanze naturali, e secondo il Cochrane Database of Systematic Reviews, che raccoglie molti studi scientifici, diversi di questi ingredienti potevano avere una azione antibatterica.

«Questo lavoro ci dice che la medicina medievale era più di sola superstizione o placebo, come molti credono. Inoltre, riteniamo che ci sia molto altro da scoprire in questi testi, ed è possibile che si possano individuare agenti antimicrobici ora sconosciuti».

(ANSA)

 

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