Olio fritto: una bomba ecologica da disinnescare in casa con il riuso e il riciclo

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24/07/2017 - 09:29

Le fritture, si sa, sono un cibo molto amato, ma di cui occorre ridurre il consumo preferendo piuttosto cibi cotti con altri metodi più salutari, in linea con la sana alimentazione.

Più volte su ilpapaverorossoweb sono stati segnalati i rischi legati alla presenza di acrillamide nei cibi fritti (http://www.ilpapaverorossoweb.it/article/allarme-acrilammide-nelle-patatine-fritte-e-altri-prodotti-di-largo-consumo; http://www.ilpapaverorossoweb.it/article/libera-ue-riduzione-acrilammide-fritture).

Tra le conseguenze delle fritture vi è anche lo smaltimento dell'olio adoperato, che non va riutilizzato più volte, altrimenti formerà una quantità sempre maggiore di acroleina, molecola altamente tossica: non deve sfuggire che anche nell’olio di oliva, sicuramente da preferire ai vari oli di semi, si formano aldeidi e alchilbenzeni nocivi, seppure in quantità minore. 

Gli oli da cucina esausti non vanno versati negli scarichi dei lavelli o fognari in generale perché altamente inquinanti. In Italia sono oltre 200.000 le tonnellate di olio fritto non correttamente smaltite che pertanto finiscono nell’ambiente. Praticamente è come se ogni italiano contribuisse ad inquinare l'ambiente disperdendo circa cinque litri di olio esausto pro capite. Se la rete fognaria non è dotata di un impianto di depurazione, l’olio esausto raggiunge il suolo, si immette nei corsi d’acqua, in mare e contamina le falde acquifere. Quando la rete fognaria dispone, invece, di un impianto di depurazione l'impatto ambientale è più contenuto, ma si registra un grosso danno economico che grava sulle tasche dei cittadini con un consistente aumento dei costi di trattamento delle acque reflue.

Lo smaltimento corretto va fatto raccogliendo l'olio esausto, ormai a temperatura ambiente, in un recipiente capiente da conferire, appena sarà pieno, nelle apposite oasi ecologiche. Laddove non vi sia ancora la raccolta degli oli esausti, il contenitore con l'olio (preferibilmente una bottiglia in PET) potrà essere smaltito con i rifiuti indifferenziati. Nel contenitore, oltre l'olio delle fritture, è possibile raccogliere l'olio delle conserve di tonno o sgombro in scatola.

Ma perché non trasformare invece l'olio esausto in risorsa e donargli una seconda vita?

Dopo averlo filtrato potrà essere utilizzato per lubrificare le attrezzature per "il fai da te" o i cardini delle porte che cigolano, per riempire lampade ad olio, per preparare saponi profumati.

Il procedimento di recupero dell'olio è abbastanza semplice. Innanzitutto occorre versare in una pentola l'olio esausto e acqua in quantità pari al volume dell’olio ponendola su un fornello acceso per dieci minuti circa e mescolando lentamente. Spegnere il fornello e lasciare raffreddare: l'olio e l'acqua si separeranno. Senza mescolare porre il contenitore nel congelatore. Appena il composto risulterà congelato occorre toglierlo dal congelatore e recuperare la parte oleosa.

 

Ecco due proposte per il riuso dell'olio fritto:

  • una ricetta semplificata per preparare in casa il sapone di Marsiglia
  • il procedimento per realizzare lampade ad olio " fai da te" per illuminare le serate in terrazza o in giardino.

1) Sapone di Marsiglia

Occorrono:

  • 300 g di sapone di Marsiglia neutro grattugiato;
  • 250 ml di acqua possibilmente distillata;
  • 15 ml di olio vegetale utilizzato per friggere e pulito;
  • 10 gocce di olio essenziale, a scelta in base alle preferenze (se ne può pure fare a meno).

Raccogliere il sapone di Marsiglia grattugiato in un tegame a bordi alti, quindi fare sciogliere a bagnomaria. 

Mescolare bene fino a quando il sapone comincerà ad addensarsi. Unire l’acqua, l’olio e, senza mai interrompere di mescolare, l’olio essenziale preferito. Amalgamare bene, quindi versate il composto negli appositi stampi (vanno bene anche quelli di alluminio o ceramica per la marmellata) e lasciate addensare.

Il sapone potrà essere utilizzato per lavare le mani o fare la doccia, per il bagnetto degli animali di affezione, per le pulizie domestiche, per il bucato, come insetticida sciogliendolo in acqua e spruzzandolo in piccole quantità sulle piante infestate dai parassiti e negli angoli di casa contro gli insetti molesti.

2) Lanterne "fai da te"

Occorrono:

  • contenitori da utilizzare come lanterne (vanno bene tazze e bicchieri di vecchi servizi, barattoli di vetro o altri piccoli contenitori di recupero);
  • matassa di cotone grosso con cui realizzare gli stoppini (va bene quello da marinaio);
  • cera possibilmente d'api;
  • olio da cucina esausto filtrato.

Realizzare gli stoppini con del cotone grosso, incerarli immergendoli in un po' di cera sciolta in un piccolo tegamino e lasciarli raffreddare in frigorifero. Nel frattempo versare un sottile strato di cera fusa nel fondo dei contenitori da utilizzare come lanterne e fissarvi uno stoppino per contenitore. Versare l'olio filtrato lasciando scoperta una parte dello stoppino.

Le lanterne sono pronte per essere accese!

 

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