Radiochirurgia: a Brescia trattati i primi cento pazienti con Gamma Knife Icon

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25/01/2018 - 14:26

Il nuovo modello Gamma Knife Icon rende possibile ampliare del 20% le possibilità di trattamento, grazie all’utilizzo di una maschera termoplastica (modalità frameless) che, oltre a un maggior comfort del paziente, favorisce il trattamento radiochirurgico “multisessione”.

Si tratta dell’ultima frontiera nell’ambito della radiochirurgia stereotassica, presente in Italia solo a Brescia presso la Fondazione Poliambulanza, e in altri cinquanta centri nel mondo.

Il nuovo modello “Icon” introduce la possibilità di eseguire, in casi selezionati, il trattamento radiochirurgico con l’utilizzo di una maschera termoplastica personalizzata, una sorta di rete preriscaldata, applicata sul volto del paziente in modo tale da aderirvi perfettamente. La maschera, essendo rimovibile negli intervalli di tempo che separano una sessione di trattamento dall’altra, favorisce il trattamento radiochirurgico multisessione difficilmente eseguibile con il casco stereotassico, un telaio metallico più costrittivo e invasivo, che va invece mantenuto fissato sul cranio del paziente durante le diverse sessioni e quindi per circa tre-quattro giorni.

«Da fine settembre 2017, quando abbiamo introdotto il nuovo macchinario in Poliambulanza, a oggi abbiamo trattato cento pazienti con Gamma Knife Icon», spiega il dottor Alberto Franzin, responsabile dell’Unità Semplice di Neurochirurgia Funzionale e Gamma Knife. «Le patologie afferiscono per il 58% a tumori benigni, per il 28% a tumori maligni, per il 7% a disturbi funzionali e per il 7% a malformazioni vascolari. Il 20% dei trattamenti sono stati eseguiti con la maschera, in linea con quanto avviene all’estero, negli altri centri. Analizzando il programma dei trattamenti previsti nei prossimi mesi, posso dire che la percentuale di utilizzo della maschera è destinata ad aumentare, consentendoci di diventare centro di riferimento in ambito internazionale».

«Massima soddisfazione – aggiunge il direttore generale della Fondazione, Alessandro Signorini – nel constatare che la nuova tecnologia offre maggiore comfort e possibilità di cura per il paziente. Si tratta di un miglioramento notevole nel campo della radiochirurgia stereotassica, ora disponibile anche in Italia».

 

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