A rischio la biodiversità lungo le coste del Mediterraneo

14/02/2020 - 03:33

Le profondità marine del Tirreno lungo le coste di Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna sono tra gli habitat più vulnerabili del Mediterraneo, la cui biodiversità è minacciata dalle attività di pesca indiscriminate e dal possibile sfruttamento minerario.

È quanto emerge dalla mappa realizzata da 120 biologi marini di tutto il mondo per individuare le priorità nella protezione degli oceani, pubblicata sulla rivista Nature Ecology & Evolution e promossa dal presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn” di Napoli, Roberto Danovaro.

«Abbiamo mappato gli habitat vulnerabili delle profondità oceaniche e per l'Italia abbiamo visto che questi si trovano nel mar Tirreno, perché è lì che si riproducono i pesci che peschiamo», precisa Danovaro. Oltre alla pesca, in particolare quella a strascico, «le minacce a questi ambienti arrivano dalle attività minerarie, perché le coste tirreniche sono ricche di montagne sottomarine, e ovviamente dall'inquinamento e dai cambiamenti climatici».

Gli abissi oceanici sono una parte importantissima della Terra ed ospitano una quantità enorme di habitat sconosciuti. «La metà delle loro specie sono nuove per la scienza e possono aiutarci a scoprire nuove sostanze e farmaci. Gli abissi garantiscono che dal mare arrivi la metà dell'ossigeno del Pianeta», aggiunge l’esperto.

Nello studio il gruppo di ricerca guidato da Danovaro ha inviato un questionario a 112 ricercatori di tutto il mondo, ricavando dalle risposte una lista di priorità che riguardano tutti gli aspetti della conservazione e protezione dell'ambiente marino.

Lo sforzo più importante deve essere fatto per proteggere le specie che formano gli habitat, come i coralli, insieme agli organismi di medie e grandi dimensioni, e nel monitoraggio delle profondità marine e dell'impatto dell'attività umana. I risultati di questainchiestapotranno essere usati per guidare le future strategie di ricerca, conservazione e monitoraggio degli oceani, aiutando industria, governi e organizzazioni non governative a gestire uno sviluppo più sostenibile.

«Come scienziati vogliamo aiutare a trovare delle soluzioni per rendere sostenibile lo sfruttamento delle risorse delle profondità oceaniche. Se non si seguiranno dei protocolli comuni, rischiamo di perdere questa risorsa straordinaria. E nel prossimo decennio sarà anche fondamentale puntare sul restauro ambientale ed ecologico, non solo per proteggere questi habitat vulnerabili, ma anche per acquisire risorse economiche», conclude Roberto Danovaro.

(ANSA)

 

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Immagine in copertina: Chaunacops coloratus (Fonte: NOAA) - All’interno dell’articolo: Isidella tentaculum (Fonte: NOAA).

 

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