Salute mentale, diritto di cura dimezzato per i pazienti

27/06/2019 - 08:04

Diritto di cura dimezzato per le persone con disturbi psichiatrici. Rispetto al bisogno di psicoterapia e riabilitazione, i Dipartimenti di Salute Mentale presenti sul territorio sono in grado di fornire solo il 55% dell'assistenza necessaria. È quanto emerge dai risultati di un'analisi che è stata illustrata dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP) il 26 giugno, nel corso di un'audizione in Commissione Affari Sociali della Camera.

«Carenza di personale, unita a difficoltà organizzative - commenta il presidente SIEP, Fabrizio Starace, componente del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) - fanno sì che il disagio psichico spesso non trovi la giusta capacità di risposta da parte dei servizi».

Dalla depressione grave alla schizofrenia, dalle psicosi al bipolarismo, a soffrire di gravi disturbi psichiatrici, a seconda delle stime, sono alcuni milioni di persone in Italia.

Di queste, oltre 800.000 sono in cura presso i Dipartimenti di Salute Mentale delle Aziende Sanitarie Locali.

Tra consulenza, cura e presa in carico, il loro fabbisogno di assistenza al mese è pari a oltre 1.200.000 ore. Sulla base del Rapporto sulla Salute Mentale del Ministero Salute, l'analisi della SIEP ha calcolato che ad essere effettivamente impegnati nelle attività territoriali erano 4.696 medici psichiatri e 1.058 psicologi, per una capacità assistenziale al mese di 677.580 ore, a fronte delle circa 1,2 milioni necessarie. «L'analisi evidenzia - sottolinea Starace - che i Dipartimenti sono in grado di rispondere correttamente a solo il 55% del fabbisogno stimato». E questo «pone seri interrogativi circa la reale possibilità di erogare cure di qualità, in linea con le raccomandazioni».

La riduzione di psicologi e psichiatri osservata negli ultimi anni, «dovuta al blocco del turn over e alla carenza di medici specialisti, ha determinato una riduzione sempre maggiore della capacità di presa in carico da parte dei servizi pubblici, con il conseguente aumento di utenza nelle strutture e specialisti privati». Il tutto, conclude l'esperto, «senza considerare i milioni di persone che ai servizi di salute mentale non arrivano neppure a rivolgersi».

(ANSA)

 

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