Scoperta la proteina APache: il suo malfunzionamento potrebbe essere alla base di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer

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08/01/2018 - 07:36

Scoperta la proteina-guida del sistema nervoso. Si chiama APache ed aiuta i neuroni a crescere, a svilupparsi e a comunicare fra loro favorendo la formazione di nuove connessioni; inoltre, è anche indispensabile per garantire il funzionamento corretto delle connessioni una volta stabilite.

La sua scoperta, pubblicata sulla rivista Cell Reports, «potrebbe giocare un ruolo importante nei processi neurodegenerativi», ha detto Fabio Benfenati, coordinatore del Centro di Neuroscienze e Tecnologie Sinaptiche (NSYN) dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), che ha condotto la ricerca con Silvia Giovedì, dell’Università di Genova, e in collaborazione con Flavia Valtorta, dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

La proteina APache «potrebbe essere implicata nei meccanismi di riparazione dei neuroni e un suo malfunzionamento potrebbe essere alla base di molte malattie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer. I pazienti affetti da tale patologia, infatti, sono caratterizzati da livelli anomali di questa proteina», ha osservato Silvia Giovedì.

«Non conosciamo ancora esattamente il meccanismo con cui funziona questa proteina, lo stiamo studiando adesso», ha detto Fabio Benfenati, ma già quanto si è scoperto finora è sufficiente per capire che si tratta di un elemento fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso.

La proteina è prodotta da «un gene che non si conosceva assolutamente – ha aggiunto Benfenati - e che studi di bioinformatica avevano suggerito che potesse essere coinvolto con la formazione delle sinapsi», ossia le connessioni che permettono ai neuroni di entrare in contatto e di comunicare tra loro.

Seguendo questo indizio «abbiamo iniziato pazientemente lo studio», ha proseguito il ricercatore, e adesso è chiaro che la proteina APache «aiuta i neuroni sia a svilupparsi e crescere, sia a sopravvivere» quando sono diventati adulti e hanno stabilito una rete di connessioni. Tanto che «se la proteina viene silenziata, i neuroni stanno male e tendono a morire». Questa proteina finora sconosciuta sembra quindi giocare un ruolo cruciale nel mantenere «il delicato equilibro tra la crescita e la sopravvivenza dei neuroni».

(ANSA)

 

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