Sedentari da piccoli, ossa fragili da anziani

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12/10/2017 - 09:55

L'osteoporosi non è semplicemente un problema legato all'invecchiamento, specie fra le donne, ma può avere le origini nell'infanzia. Una nuova ricerca australiana ha seguito i livelli di attività fisica di un gruppo di bambini di età fra dieci e tredici anni, lungo un arco di dieci anni, e ha concluso che i giovanissimi che trascorrevano la maggior parte del tempo seduti avevano una forza ossea del 9% minore negli arti inferiori.

«In questo studio abbiamo esaminato cosa accade alla forza ossea nel lungo periodo e i risultati mostrano l'impatto che l'inattività fisica ha nel corso del tempo», scrive la ricercatrice Rachel Duckham della Deakin University (Melbourne, Australia), Institute for Physical Activity and Nutrition.

«Benché si dedichi molta attenzione al rischio di sovrappeso e di obesità quando i bambini sono sedentari, vi sono ora crescenti evidenze che l'inattività ha un effetto anche sulla grandezza e sulla forza delle ossa. L'inattività nell'infanzia può anche dare inizio ad un modello per il resto della vita giovanile. Se si è fisicamente inattivi a tre anni è probabile esserlo ancora a sei anni e per il resto della vita». Quando le donne raggiungono la menopausa, il tempo in cui le ossa possono perdere densità a causa dei più bassi livelli di estrogeni, sono oggetto di consigli per mantenere la forza ossea con esercizio, cibi ricchi di calcio e vitamina D. Ma si tratta di "buone abitudini" da mettere in pratica già durante l'infanzia e l'adolescenza, gli anni in cui si forma la maggior parte delle ossa, aggiunge la Duckham.

«Se vogliamo prevenire l'osteoporosi dobbiamo cominciare a farlo nel corso dell'infanzia, cioè quando la malattia ha le sue origini», scrive ancora la studiosa. «È anche necessario che le ragazze siano attive anche in adolescenza, quando molte di loro schivano lo sport e l'esercizio».

(ANSA)

 

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