Triskelion, il fantasy siciliano di Roberta Randone

13/03/2020 - 22:13

Un romanzo che scava negli abissi dell’origine della terra di Sicilia, mostrandone i paesaggi, i suoi antichi abitanti e, persino, il popolo degli elfi che deve essere salvato da una terribile maledizione.

Tutto questo è Il mondo agli occhi di un elfo. Triskelion (edito da Albatros nel 2018), scritto dalla siracusana Roby R., al secolo Roberta Randone, la cui protagonista è una bambina amante della natura che vive ai giorni nostri ed è destinata per nascita ad un’importante impresa.

Viene spontaneo chiedersi se il libro tratti di fantasia o di realtà, poco importa perché tutto ciò che riguarda le origini dell’antica terra del Triskelion appartiene a un’età talmente lontana che il mito diventa storia e la fantasia realtà. Tuia, una bambina come tante altre, rappresenta il tramite tra due mondi apparentemente inconciliabili e grazie a lei il lettore potrà (ri)scoprire quell’universo fantastico che si nasconde nel paesaggio siculo della Valle dell’Alcantara o di Pantalica, nell’atro fondo del vulcano Etna e in altri luoghi incantati, scenari di vicende e storie senza tempo.

Noi abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Roberta Randone che ci ha svelato la trama nascosta del suo romanzo, partendo da se stessa per arrivare alla dimensione fantastica e reale del Triskelion.

 

Com’è nata l’idea di scrivere "Il mondo agli occhi di un elfo. Triskelion", romanzo che riscrive l’antica mitologia in chiave fantasy?

«La mitologia ha sempre stimolato la mia curiosità, vivendo in Sicilia non si può parlare di storia senza imbattersi in qualche mito o leggenda ed io ne sono rimasta sempre affascinata sin da bambina, quando con la mia famiglia, nelle numerose gite fuoriporta mi imbattevo in borghi e paesi siciliani dall’aspetto magico e misterioso. La fantasia mi ha aiutato nel viaggio della mia vita, rifugiandomi in luoghi solo miei, nati passeggiando tra le campagne selvagge e luoghi ameni di natura rigogliosa che si nascondono nell’entroterra Siculo. Più adulta ho iniziato a leggere J.R.R. Tolkien, di cui sono rimasta affascinata dal suo modo di descrivere luoghi e avvenimenti, il suo raccontare di elfi e popoli immaginari, così incantata da quei mondi magici, mi sono spesso ritrovata a vivere le mie storie nei meravigliosi luoghi della mia terra, rivivendo al tempo stesso le mie fantasie di bambina, che custodivo gelosamente dentro di me. Ho sempre pensato di essere un po’ strana, leggendo e scoprendo Tolkien, mi sono rivista nella popolazione elfica, amore e protezione della natura, elementi chiave che hanno sempre fatto parte della mia vita, di tutto il mio essere. E allora? Amore e orgoglio per la mia terra, fantasia, animo green, buona attitudine alla scrittura... e soprattutto un bel paio di occhi verdi: nasce la saga Il mondo agli occhi di un elfo. Sicilia, storia, miti e leggende: nasce Triskelion. Ma cos’è la mitologia se non un fantasy d’altri tempi?».

Che rapporto c’è tra la vicenda narrata e la realtà che vive oggi la terra del “Triskelion”?

«Avrei potuto chiamare il mio libro benissimo Trinacria, così come viene chiamato il simbolo che rappresenta la Sicilia. In realtà Trinacria è il nome antico della nostra bellissima isola e Triskelion o Triskel è il simbolo che la rappresenta, quindi ho voluto iniziare la mia saga dalle origini della Trinacria. Il Triskelion (presente come simbolo di spirale sull’isola prima ancora dell’avvento dei greci) rappresenta le radici del popolo Siculo, che per primi vissero la nostra terra con i Sicani e gli Elimi, dando i natali alla nostra storia. Oggi si ricordano spesso solo i greci, gli arabi, fenici, bizantini... e i Siculi? Ma non pensate che gli altri popoli che si sono avvicendati nella storia Siciliana abbiano arricchito una cultura che era già esistente? Il popolo siciliano vive come se avesse dimenticato le proprie importanti e gloriose radici ed è per questo motivo che ho voluto iniziare la mia storia dalle reali origini della mia isola, usando la fantasia ovviamente, perché c’è più realtà in un racconto fantasy di quanto voi possiate immaginare. Un albero si regge dalle radici per crescere rigoglioso e stabile, Triskelion racconta in un modo diverso una terra che ha bisogno di ritrovare la sua identità, l’amore e la protezione per il proprio territorio, sono le nostre origini, essenziali per far rifiorire quella Sicilia potente di un tempo, che oggi non esiste più».

Qual è il pubblico ideale per il suo romanzo?

«Triskelion è rivolto a tutti, è un fantasy scritto per abbracciare adulti e bambini, il mio scopo è accendere fiammelle di curiosità, riscoprire una Sicilia diversa fatta di miti e leggende che vivono nell’ombra nelle zone più nascoste dell’isola e che sono sconosciute anche alla maggioranza dei siciliani. Perché non leggere un’avventura fantasy in un posto reale? Scoprire i luoghi dove vengono narrate le vicende del popolo elfico della Valle Verde dell’Alcantara o del Regno di Pantalica con un semplice click online, così come le ho vissute io? Triskelion offre un viaggio in Sicilia punzecchiando la curiosità di ritrovare i luoghi reali dove nascono miti, leggende e tanta fantasia, per chiunque conosca o meno la nostra meravigliosa isola».

Cosa rappresenta per lei il “Triskelion”?

«Il significato astrologico ed astronomico del Triskelion è sostanzialmente un simbolo solare e vitale primitivo, risalente all’epoca del Matriarcato. Le tre spirali equivalgono ad un periodo di tre stagioni, ossia di nove mesi, l’arco di tempo per una gravidanza e la nascita di un nuovo essere umano. Il Triskelion, quindi, è strettamente associato al concetto di femminile, gestazione, di nascita, di (nuova) vita e ciò non poteva non rappresentare la mia rinascita riscoprendo le mie origini sicule, ritrovando l’amore assopito per la mia terra».

Può dirci qualcosa della sua esperienza personale: cosa l’ha portata ad abbandonare la Sicilia? Quanto ciò ha influenzato la scrittura del suo libro?

«Non si va via dalla propria terra se ovviamente vi si vive bene. Ad un certo punto della mia vita mi sono ritrovata a non avere più chance, una salute precaria peggiorata dall’inquinamento della zona in cui vivevo, una figlia diplomata che si rifiutava di continuare a studiare in terra di Sicilia dove non vedeva nessuna opportunità lavorativa per il suo futuro e tanta tanta rassegnazione per la situazione politica non solo Siciliana ma italiana in generale. Tanti anni nell’ambientalismo, lotte contro i mulini a vento e la consapevolezza di non essere riusciti a farsi ascoltare. Si chiude casa, il marito lascia il posto fisso per un futuro migliore e si parte. Arrivi in una terra diversa, dove tutto o quasi tutto funziona, dalla politica ai servizi, la scuola e gli uffici... e allora ti senti in un altro mondo, già però non è il tuo mondo. Ti porti dietro una valigia di rabbia e rancore per aver dovuto lasciare gli affetti e la tua casa, e a chi dai la colpa? A questa amara terra di Sicilia e ti chiedi sempre il perché. Un giorno, ricordo benissimo era il 25 Aprile del 2017, seduta sul divano della mia casetta londinese, guardavo fuori la giornata uggiosa e mi son trovata lontana nel tempo, quando nel giorno della Liberazione, tradizionalmente in Sicilia, andavo alle scampagnate con i miei genitori e i parenti, amavo le campagne assolate siciliane, i rivoli dei ruscelletti, l’odore di alberi in fiore, i mandorli, la zagara... dov’era finito tutto questo amore che provavo per la mia isola? E quando di notte sognavo l’Etna? Ho cercato dentro di me quella forza che caratterizza la mia Sicilia, il rombare di lei, “A Muntagna”, che mi chiamava per dirmi che avevo ed ho ancora qualcosa da dare alla mia Sicilia, per credere che non è tutto perduto e si può, riscoprendo l’amore dentro di sé, migliorarla, anche con un racconto che mi ha aiutato a rivivere il mio passato e ritrovare le mie origini per affrontare questo mio presente lontano da CASA».

 

In copertina: Alcantara (Fonte: Pixabay)

 

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