CONSIGLI: Gotta, la prevenzione passa anche dalla tavola

Visualizzazioni:
42

Una volta era considerata la malattia dei Papi, dei Re e degli aristocratici. Oggi, invece, colpisce oltre 100mila italiani e può essere diagnosticata tramite un semplice esame del sangue.

Stiamo parlando della gotta, una patologia causata da un’eccessiva produzione o da una scarsa eliminazione (attraverso le urine) di acido urico. L’aumento di questa sostanza nell’organismo in un primo momento non provoca sintomi. Con il passare del tempo, nelle articolazioni si depositano cristalli di urato che sono in grado di causare infiammazione, gonfiore, rossore e dolore intenso soprattutto a livello dell’alluce. Anche le mani, le caviglie, i polsi e le ginocchia possono essere interessati dalla patologia.

Se non è curata correttamente, oltre ai problemi alle articolazioni, può portare a complicanze soprattutto a livello renale (coliche renali e insufficienza renale). Nel tempo, ammassi di acido urico (tofi) possono depositarsi nel tessuto sottocutaneo e perfino a livello dei capi articolari inducendo deformità e danni irreversibili alle articolazioni.

Chi è a rischio di sviluppare la gotta deve:

1) Prestare attenzione all’alimentazione: vanno eliminati i cibi ricchi di purine dalle quali viene prodotto l’acido urico. In particolare, vanno limitate frattaglie, carni rosse e selvaggina.

2) Limitare gli alcolici: in particolare la birra, vanno proibiti ai soggetti malati o geneticamente predisposti alla gotta.

3) Bere dai due ai tre litri di acqua al giorno favorisce la diluizione e l’eliminazione dell’acido urico a livello renale.