Fumare danneggia il cuore più di quanto si pensava

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Redazione
01/09/2022 - 00:52

I fumatori hanno un cuore più debole rispetto ai non fumatori.

È il messaggio che arriva da uno studio coordinato dall'Herlev and Gentofte Hospital di Copenhagen (Danimarca) che è stato presentato al Congresso annuale dell'European Society of Cardiology (ESC) che si è tenuto Barcellona dal 26 al 29 agosto.

La ricerca ha rilevato che più le persone fumavano, peggiore diventava la loro funzione cardiaca. In sostanza, il fumo provoca danni diretti non soltanto ai vasi sanguigni ma anche al cuore (ed in misura maggiore di quello che si credeva).

«È risaputo che il fumo provoca l'ostruzione delle arterie, che porta a malattie coronariche e ictus», ha detto l'autrice dello studio, la dottoressa Eva Holt dell'Herlev e del Gentofte Hospital. «Il nostro lavoro mostra che il fumo porta anche a cuori più spessi e deboli. Significa che i fumatori hanno un volume di sangue minore nella camera cardiaca sinistra e meno energia per pomparlo nel resto del corpo. Più fumi, peggiore diventa la tua funzione cardiaca. Il cuore può però recuperare in una certa misura smettendo di fumare, quindi non è mai troppo tardi per perdere il vizio».

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tabacco uccide più di otto milioni di persone ogni anno. Il fumo di sigaretta è responsabile del 50% di tutte le morti evitabili nei fumatori, di cui la metà dovute a malattie cardiovascolari aterosclerotiche come infarto e ictus.

Gli effetti dannosi del fumo sulle arterie e le malattie arteriose come infarto e ictus sono ben noti e gli studi finora condotti hanno anche dimostrato che il fumo è associato ad un rischio maggiore di insufficienza cardiaca, in cui il muscolo cardiaco non pompa il sangue nel corpo come dovrebbe, di solito perché è troppo debole o rigido. Ciò significa che il corpo non riceve l'ossigeno e le sostanze nutritive di cui ha bisogno per funzionare normalmente. Il legame tra fumo e struttura e funzione del cuore non è stato però completamente esaminato. Il lavoro dell'Herlev and Gentofte Hospital ha quindi esplorato se il fumo fosse correlato ai cambiamenti nella struttura e nella funzione del cuore nelle persone senza malattie cardiovascolari e l'effetto del cambiamento delle abitudini di fumo.

La ricerca ha arruolato 3.874 persone di età compresa tra 20 e 99 anni, il 18,6% erano fumatori, il 40,9% ex fumatori e il 40,5% non aveva mai fumato.

Sono state poi confrontate le misurazioni ecocardiografiche (l’ecocardiografia fornisce informazioni sulla struttura e sul funzionamento del cuore) dei fumatori con quelle dei non fumatori (si è tenuto conto di età, sesso, indice di massa corporea, ipertensione, colesterolo alto, diabete e funzionalità polmonare) e riscontrato che, rispetto ai non fumatori, coloro che ancora fumavano avevano cuori ispessiti, più pesanti, più deboli e con difficoltà a pompare il sangue.

(Fonte: ANSA/ESC)

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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