Il citomegalovirus tiene in forma il sistema immunitario

Autore:
Redazione
05/07/2018 - 13:12

C'è un particolare virus, molto comune e diffuso, il citomegalovirus, che, pare, non indebolisca, ma potenzia il nostro sistema immunitario. Poiché non ci sono cure e rimane latente all'interno dell'organismo per tutta la vita, lo impegna e tiene in attività.  Sono questi i risultati di uno studio dell'Università dell'Arizona pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) secondo cui il CMV renderebbe addirittura più forte il sistema immunitario.

Di solito il sistema immunitario è al massimo delle sue forze in gioventù, per poi indebolirsi con l'avanzare dell'età. «Ecco perché gli anziani sono più vulnerabili alle infezioni rispetto ai giovani», commenta Janko Nikolich-Zugich, uno dei ricercatori. Nel tentativo di trovare un modo perringiovanirlonegli anziani, i ricercatori asseriscono di avere scoperto che il citomegalovirus tiene in forma il sistema immunitario, costringendolo a rimanere attivo.

«Con il citomegalovirus, che appartiene alla famiglia dei virus dell'herpes, una volta preso dobbiamo conviverci tutti i giorni della nostra vita, visto che ad oggi non ci sono cure. Il nostro sistema immunitario rimane così sempre occupato cercando di gestirlo», aggiunge Megan Smithey, coautrice dello studio.

Inizialmente i ricercatori, che hanno lavorato sui topi, pensavano che il virus rendesse gli animali più vulnerabili ad altre infezioni, perché toglieva risorse al sistema immunitario, ma hanno visto che così non era.

Una volta infettati con la listeria, i topi anziani con il citomegalovirus sarebbero risultati più resistenti e forti dei loro coetanei privi del virus. «Il nostro studio mostra che il sistema immunitario anziano è più forte del previsto», aggiunge Megan Smithey. Esaminando le cellule T, cioè “l'esercito” che combatte contro le infezioni, gli studiosi hanno visto che i due gruppi di topi anziani ne avevano diversi tipi.

«Più sono diversi i tipi di cellule T e maggiori sono le probabilità di rispondere alle infezioni. Il citomegalovirus sembra potenziare questa capacità», conclude Nikolich-Zugich.

La comunità scientifica e gli studi che seguiranno ci daranno conferma o smentita dei risultati di questo studio. 

(ANSA)

 

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