Il mondo che sarà, cronache del dopo coronavirus

Quale futuro dopo il coronavirus? A dircelo sono alcuni dei più importanti intellettuali a livello mondiale nel volume Il mondo che sarà - Il futuro dopo il virus da una decina di giorni in edicola con il quotidiano la Repubblica.
Le interviste e gli interventi proposti dal libro - ventuno in tutto - vedono protagonisti gli italiani Alessandro Baricco, Federico Rampini, Concita De Gregorio, Paolo Rumiz e Roberto Saviano, il maggior filosofo dei nostri tempi, il tedesco Jürgen Habermas, Jeremy Rifkin e il Nobel per l’economia Joseph Stiglitz. Ventuno delle menti più brillanti che, probabilmente, soltanto una testata come la Repubblica poteva mettere tutti insieme a discutere degli effetti del coronavirus, di ciò che lascerà e di quali siano gli scenari futuri.
Occorrono Stati democratici forti per adottare decisioni troppo grandi. Il riferimento è soprattutto a quel debito pubblico formatosi anche perché non si colpiscono i grandi patrimoni e le rendite, circostanza che diminuisce le risorse per i servizi pubblici.
Bisogna che i paesi si uniscano per contrastare le pandemie con una solidarietà globale. La globalizzazione è un processo ampio: il cibo italiano ha avuto successo in America con e grazie alla globalizzazione e lo stesso vale per il turismo. La tesi di Trump, “America First”, ha comportato anche che gli USA siano stati primi per morti da coronavirus.
La realtà è cambiata e per paradosso governi di destra hanno adottato politiche di sinistra, se non proprio comuniste.
Per il grande filosofo Habermas solo l’Europa unita può salvarsi.
Bellissimo il concetto che le vite degli anziani non possono essere messe in contrapposizione con altre anche perché ciò è vietato dalla Costituzione.
È d’obbligo lottare contro le politiche mondiali neoliberiste. Papa Francesco ci invita a riscoprire le piccole cose che ci ha fatto conoscere la chiusura causata dal coronavirus. Se cercassimo una metafora per ciò che ci ha fatto vivere il coronavirus, diremmo che siamo stati sottoposti ad un test che riguardava la riscoperta della pace, dello Stato e della cosa pubblica, delle relazioni personali.
Altra reazione assolutamente negativa consiste nei tanti che si sono rivelati Cassandre e hanno mandato solo messaggi negativi senza dare alcuna prospettiva e speranza ai giovani.
BARICCO è il più drastico e sostiene che occorre passare all’AUDACIA; nessuna misura convenzionale è proporzionata a quanto verificatosi e alle risposte che occorre dare. Le cose possono cambiare solo con uno choc violento, un terremoto, giocando una partita mai intrapresa. Noi abbiamo fatto una timida e parziale regolarizzazione dei migranti ma ci sono esempi come il Portogallo che ha regolarizzato la posizione di tutti i migranti, nessuno escluso.
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Autore
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Classe 1956, Federico Bizzini è avvocato del Foro di Caltagirone. Nella sua lunga carriera ha curato la assistenza e la difesa in giudizio delle maggiori compagnie di assicurazioni; si occupa di Diritto del Lavoro e delle relative controversie. Ha offerto una difesa completa ai propri assistiti, curandone l'assistenza sia negli aspetti civilistici che negli eventuali risvolti penalistici. Da sempre impegnato nel sociale, è stato giovanissimo consigliere comunale a Caltagirone. Appassionato lettore, cura da anni una rubrica settimanale di recensioni di novità editoriali su una nota emittente televisiva locale.







