Acqua di colonia: il suo abuso fu fatale a Napoleone

Autore:
Redazione
21/05/2021 - 04:39

Quanto incidono i nostri stili di vita sulla nostra salute?
Ci illumina una recente ricerca scientifica condotta dal professor Parvez Haris dell’Università De Montfort (DMU) di Leicester che, dopo 200 anni  di teorie complottiste, pare che abbia finalmente posto fine alla annosa questione su chi o cosa abbia ucciso Napoleone Bonaparte.

Secondo lo scienziato, infatti, tutto dipende dall'eccessivapassioneper l’acqua di colonia dell'imperatore francese che sarebbe stato avvelenato dagli oli essenziali contenuti nel suo amato profumo.

Il decesso di Napoleone risale al 5 maggio 1821 a Sant’Elena, isola situata nel mezzo dell'Oceano Atlantico dove era stato esiliato nel 1815 dopo la disfatta di Waterloo. Ufficialmente la causa della sua morte è stata indicata in un cancro allo stomaco, ma nel tempo si sono accumulate varie teorie, tra cui l'avvelenamento da arsenico. C'è persino chi ha addirittura suggerito che i resti dell'ex imperatore nella sua tomba a Parigi siano in realtà quelli di un impostore e che Napoleone all’epoca riuscì a fuggire in America.

Ma adesso Haris, che è anche membro della Royal Society of Chemistry, aggiunge un nuovo ed interessante capitolo alla vicenda, un capitolo legato a quella che sarebbe stata un'abitudine o addirittura un'ossessione di Napoleone, e cioè ilprofumo”. Pare, infatti, che l'ex imperatore abbia consumato diverse bottiglie di colonia ogni giorno per anni, finendo per avvelenarsi seppur inavvertitamente. Inoltre, beveva regolarmente acqua di fiori d'arancio, ma questa, pur contenendo olio essenziale, non è sicuramente la causa prima di quanto accadutogli.

Del resto non bisogna dimenticare che diversi studi negli Stati Uniti hanno dimostrato che gli oli essenziali sono “interferenti endocriniche agiscono sugli ormoni, portando a disturbi dello sviluppo e a tumori. Secondo il professor Haris, pertanto, la sovraesposizione prolungata a questi oli potrebbe spiegare in gran parte il declino della salute di Napoleone nei suoi ultimi anni e persino il suo fatale cancro allo stomaco. Lo studioso è talmente convinto della sua teoria che, ricordato che le sue prove sono una sorta di “elefante nella stanza” che medici e storici non hanno visto negli ultimi 200 anni, ha detto di poter affrontare con le sue nuove evidenze “qualsiasi tribunale del mondo”.

Per Haris chi ha investigato su questo mistero non ha mai consideratogli enormi volumi di acqua di coloniautilizzati dall'illustre esule.

«Napoleone era un grande promotore dell’acqua di colonia, che entrò in produzione commerciale per la prima volta nel 1792. A quel tempo era destinata solo ai potenti e a coloro che erano molto ricchi e lui poteva permettersela», dice il ricercatore.

Lo studioso sostiene che «sebbene a Napoleone non piacessero i medici ed evitasse i loro farmaci, era convinto dei benefici per la salute dell'acqua di colonia e si dice che abbia detto che questa erauna protezione contro molte malattie”. Quindi per almeno vent’anni ci ha lavato il corpo, l'ha versata sulla testa ed, in alcuni casi, l'ha letteralmente leccata». Haris non manca di ricordare che Napoleone portava con sé bottiglie di colonia anche durante le sue campagne militari. «I registri mostrano che ne consumava due o tre al giorno quando, anche adesso, le persone possono usarne una all'anno!», precisa.

Inoltre, si dice che il profumiere di Napoleone, Gervais Chardin, avesse l'ordine di consegnare cinquanta bottiglie di colonia ogni mese. Ad esempio, in una fattura trimestrale del 1806 si legge di una fornitura di 162 bottiglie per la somma di 423 franchi. Si pensa che l'acqua di colonia ricordasse all'allora imperatore francese la sua terra natale, la Corsica (si presume che uno degli ingredienti principali della fragranza fosse il rosmarino, che cresceva tra le scogliere dell'isola mediterranea).

«Per Napoleone, l'acqua di colonia si è rivelata un'arma a doppio taglio. Poiché contiene principalmente alcol, ha agito come antisettico e questo potrebbe avergli salvato la vita proteggendolo da batteri e virus mortali durante le sue campagne in diverse parti d'Europa, nonché in Asia (Siria) e Africa (Egitto), ma alla fine lo ha ucciso», dice Haris.

«Napoleone si è lentamente avvelenato con un'overdose di acqua di colonia. Sembra che non fosse a conoscenza, o non gli importasse, del famoso detto di Paracelso che affermava: “Cosa c'è che non è veleno? Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose determina che il veleno non faccia effetto”. Non c'è dubbio, a mio avviso, che l'acqua di colonia fosse il veleno principale, anche se la co-esposizione ad altre sostanze chimiche, compreso l'arsenico, deve aver contribuito alla sua cattiva salute e alla fine alla sua morte per cancro gastrico», sottolinea Haris.

In conclusione, una vicenda esemplare che ci aiuta a comprendere quanto possano incidere le cattive abitudini sulla nostra salute e, nello specifico, quanto nocivo possa essere persino l’abusare di un prodotto ritenuto erroneamente innocuo come il profumo.

(Fonte: AGI/De Montfort University - Foto di copertina: Pixabay)

 

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