
Favignana, ritorna alla vita la camparìa dell'ex stabilimento Florio

Grazie ad un’importante opera di riqualificazione conservativa dei vecchi magazzini e della zona rimessaggio della Tonnara di Favignana, cuore pulsante della vita della più grande delle Egadi dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento, torna a rivivere con una veste nuova un vero e proprio pezzo di storia: la camparìa dell'ex stabilimento Florio.
L’iniziativa di riaprire la Tonnara è dell’imprenditore palermitano Fabio Tagliavia. Due le fasi di questo recupero: la prima si concluderà questo mese, la seconda nel 2023 con l’apertura degli spazi delle trizzane che sono stati pensati per ospitare mostre ed eventi che diano voce, in particolare, alle creatività locali.
«Punto a costruire un percorso emozionale autentico a 360° gradi, ricreando una piccola città nella città dal grande valore storico-culturale. Finita l’esperienza di mare, la gente ha voglia di cambiare scenario e farsi rapire dalla magia che l’isola offre al suo interno. Entrando qui si trova la risposta: gli spazi parlano da soli e attraversandoli si respira nel modo più autentico la storia di questo luogo che oggi rinasce nell’incontro tra persone attraverso la cultura, che sia legata all’archeologia industriale o all’arte o, ancora, alla storia del luogo e dei Florio e, infine, all’enogastronomia, con il tonno e il Marsala», spiega lo stesso Tagliavia.
Anche se non più animato dalle voci gravi e dalle mani laboriose dei "tonnaroti" intenti a rammendare le reti e a costruire le "muciare" (barche) per la mattanza, questo gigante ferito, da anni abbandonato e dimenticato, torna dunque a rivivere, valorizzando la sua solenne dignità di spazio vitale di Favignana.
Al visitatore è offerto un percorso ricco di pàthos nella struttura degli ex magazzini di lavoro: la ciclopica architettura a tre navate che ricorda una chiesa gotica vale già da sola la visita. Non mancano le suggestioni visive di un luogo con 130 anni di storia alle spalle. Sulle pareti si leggono le cifre lasciate intatte legate all'attività della tonnara, come "1983", in ricordo dell'annata in cui la pesca del tonno è iniziata a diminuire. Sotto l'edificio c'è la grande cisterna con canalizzazione che, in passato, raccoglieva le acque piovane per il sostentamento idrico. Oggi, di questa importante riserva sotterranea, è possibile ammirarne dei punti grazie ad una parte pavimentata in vetro e illuminata.
Utile sottolineare che la Tonnara non è stata solo un luogo di lavoro, ma rappresentava l’unico modo, per le famiglie di Favignana, di sopravvivere, di restare in vita, di “campare”: le donne a terra, gli uomini in mare, d’estate con la mattanza e la lavorazione dei tonni e d’inverno rammendando le reti e curando le barche.
All'interno dell'ex camparìa (nome emblematico che deriva dal siciliano campàri), poi, trova posto anche una libreria, dove preziosi volumi si mescolano a brand di designer di ispirazione mediterranea e siciliani emergenti, e a una linea di cosmesi realizzata con prodotti naturali come l'olio di oliva di Favignana. Il prezioso microcosmo editoriale, che propone il meglio dei libri dedicati alle vicende dell'Isola e dei Florio, prosegue nel bookshop attiguo nato in collaborazione con Flaccovio e Mondadori. Il cortile è un altro spazio recuperato e destinato a zona lounge.
Se si chiudono gli occhi e si ascoltano il suono del vento e lo sciabordio delle onde che si infrangono sulla roccia chiara, si può intuire perché questo luogo fu scelto da Vincenzo Florio, verso la fine dell’Ottocento, come punta di diamante del suo impero commerciale. La sua struttura antica e suggestiva, che si sviluppa nella successione di manufatti alternati a spazi aperti, resa monumentale dalla ristrutturazione di Giuseppe Damiani Almeyda, nonostante abbia perso la sua funzione principale, conserva ancora l’essenzialità e la grandiosità della sua storia. Valorizzare il capitale culturale di Favignana è la sola via per riappropriarsi dell’inestimabile patrimonio architettonico, antropologico e culturale che esso ha rappresentato.
Da ricordare, infine, che il progetto di Tagliavia, pur solo all'inizio, già da questa estate darà lavoro a circa ottanta persone. Di questi tempi, non è poco!
(Fonte: ANSA)
Foto di copertina: Pixabay
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