La Rotta dei Fenici, un Itinerario Culturale per rilanciare il turismo in Sicilia

Autore:
Redazione
09/06/2021 - 04:03

Itinerario Culturale internazionale riconosciuto dal Consiglio d’Europa nel 2003, la Rotta dei Fenici abbraccia diciotto paesi, molti dei quali si trovano nel Nord Africa o in Medio Oriente, e, seguendo le rotte di navigazione usate dai Fenici, grandi navigatori e mercanti, per i loro commerci, rafforza i legami storici tra le nazioni del Mediterraneo. Questi legami sono rappresentati da un grande patrimonio che ha avuto origine con le antiche civiltà del Mediterraneo e che ritroviamo in vari siti archeologici, etnici, antropologici, culturali e naturalistici.

La Rotta dei Fenici rappresenta un modo concreto per rilanciare il turismo in Sicilia, dato che questo itinerario, che si propone di guardare da altra prospettiva un percorso costellato anche da siti assai rinomati, vede l’Isola assoluta protagonista.

Marsala, Palermo, Solunto, Selinunte, Pantelleria, Erice, Favignana, le isole Egadi, Castellammare del Golfo e Sambuca di Sicilia. Tante le bellissime località che fanno parte di questo circuito turistico, località che hanno come comune denominatore quello di essere state fra i maggiori centri fenici sull’Isola, snodi che assicuravano i legami dell’antico popolo di navigatori con gli abitanti locali, dai “sicilioti” ai Greci. Sulla Rotta dei Fenici la Sicilia è uno dei fulcri principali delle direttrici nautiche, frequentata tra l’XI ed il IX sec. a.C. per la creazione di punti di appoggio e di scambio e poi meta di sedi stabili dei Fenici a partire dall’VIII sec. a.C. per lo più nella sua parte occidentale. Città prima concepite come empori commerciali e poi dalla seconda metà del VI sec. a.C. trasformate in città fortificate.

La Rotta dei Fenici ha sede a Selinunte, nel cuore dell’area archeologica più grande d’Europa (non a caso, se si pensa che le vie di comunicazione dei Fenici sarebbero poi state usate anche dai Greci).

«Il tema centrale dell'itinerario culturale non è tanto l'archeologia, ma il riconoscimento, attraverso la conoscenza di un'identità storica comune, del dialogo interculturale tra i popoli del Mediterraneo. Il nostro è un itinerario sulla cultura del mare, e noi facciamo in modo che i visitatori abbiano un punto d'osservazione privilegiato, che permetta loro di comprendere ciò che fu il Mediterraneo (come crocevia di navigatori geniali come furono i Fenici) e ciò che è diventato oggi», spiega Antonio Barone, direttore della Rotta dei Fenici.

Pertanto, l’itinerario è incorniciato da luoghi fisici (come, ad esempio, il sito archeologico di Adranone a Sambuca di Sicilia o il territorio di Inico, l'antico toponimo della odierna Menfi), ma è soprattutto ilturismo esperienzialea farla da padrone, un turismo che punta a trasformare il viaggio in un momento di integrazione culturale. Tutto questo si traduce nel tentativo di sviluppare il turismo attraverso la destagionalizzazione e il ricorso a piccole strutture ricettive.

«Una formula che sta suscitando tanta curiosità, e che stiamo mettendo a disposizione di diversi governi europei e dei piani strategici di numerose regioni», sottolinea Antonio Barone.

Tra le proposte quella principale è costituita dalle cosiddette Smart Ways, un modello già adottato a livello europeo e che si concretizza in percorsi di eccellenza localizzati lungo tutto il Mediterraneo.

In Sicilia, in particolare, la Smart Way si snoda lungo l'antica Via Selinuntina (tra Siracusa ed Erice). Ma non è tutto. L'Itinerario Culturale La Rotta dei Fenici collabora anche con i Gruppi Archeologici d'Italia, con la Rete degli Ecomusei e con la stessa Soprintendenza del Mare, con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico subacqueo.

Ultimamente non sono mancate anche esposizioni itineranti, possibili grazie all'ausilio della Rete dei Musei (di cui fa parte anche la Rete Museale Belicina).

«Proponiamo una sintesi tra tutti quei temi che suscitano riflessioni diffuse su interculturalità e relazioni storiche, sociali e culturali stabilite lungo le rotte marittime e gli approdi attraversate dalle antiche civiltà mediterranee», aggiunge Barone.

Nel corso del tempo alla Rotta dei Fenici hanno aderito numerosi comuni siciliani. Ne fanno tuttora parte Campobello di Mazara e l'Unione dei Comuni delle Terre Sicane (con Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Caltabellotta), ma anche associazioni culturali, reti di imprese turistiche e, da poco tempo, anche l'Unione Nazionale delle Pro Loco Italiane, che raggruppa più di seimila sodalizi. In Sicilia sono pronti a partecipare numerosi altri territori, come Gibellina, Gela, Prizzi, Cefalù, e sono in corso contatti perché ritorni attiva Marsala e nuove proposte, come ad esempio Sciacca, con le sue antiche terme.

(Fonte: ANSA/La Rotta dei Fenici)

 

In copertina: Selinunte (Pixabay)

 

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