Proteina predice il destino dei pazienti con scompenso cardiaco

Autore:
Redazione
27/02/2018 - 07:37

Un recente studio, effettuato da ricercatori dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna e della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa, dimostra che il dosaggio con metodiche ad alta sensibilità di una proteina cardiaca, la troponina T, normalmente impiegata per la diagnosi di infarto miocardico acuto, è in grado di fornire agli specialisti un potente strumento di predizione del destino dei pazienti affetti da scompenso cardiaco. Lo rivela la stessa Scuola Sant'Anna in una nota.

Lo scompenso cardiaco rappresenta il comune esito finale di molte patologie cardiovascolari ed è una delle principali cause di ricovero e decesso nel mondo occidentale. La ricerca, pubblicata sulla più prestigiosa rivista scientifica di cardiologia, Circulation, apre nuove possibili strade di cura ed è il frutto di un progetto internazionale ideato e coordinato dall'Istituto di Scienze della Vita che ha analizzato i dati di 9.289 pazienti grazie a undici studi europei e americani. Attraverso metodi statistici avanzati, come la meta-analisi eseguita sui dati singoli, lo studio ha stabilito per la prima volta i valori di soglia di rischio (18 ng/L) nel livello della troponina T, da utilizzare per orientare la decisione clinica. Il dosaggio di questa proteina cardiaca con metodica ad alta sensibilità permette di adattare la strategia terapeutica sulla base del rischio individuale di ogni paziente e di prevedere l'evolversi della patologia.

«Questa osservazione è assolutamente originale – sottolineano i cardiologi Michele Emdin e Claudio Passino - e i risultati confermano il valore dei biomarcatori di danno cellulare per la valutazione integrata del paziente cardiopatico e la loro utilità per delineare nuovi strumenti di diagnosi e cura di una delle patologie più frequenti e pericolose, com’è appunto lo scompenso cardiaco, con importanti ricadute cliniche».

(ANSA)

 

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