Livio Tola, intervista al sindaco che ha vietato il wi-fi a scuola

TORINO - Esiste un paesino, in Piemonte, balzato alle cronache recenti per la decisione del sindaco di vietare il wi-fi nelle scuole. Nell'era in cui ristoranti, pub e super market, cinema, teatri e Università sono tappezzati del cartello: "free wi fi", c'è chi esce dal coro e dice "No" ai campi magnetici.
Il paesino in questione si chiama Borgofranco d'Ivrea ed il sindaco è Livio Tola (in foto) che ci ha concesso un incontro.
Nato a Torino 58anni fa, ha tante passioni, in primis la musica. Signor Sindaco, la sua scelta di vietare il wifi nelle scuole è balzata alle cronache nazionali. Da quanto tempo è in vigore?
"La scelta di vietare il wi- fi nelle scuole di Borgofranco d'Ivrea, è sorta nel mese di giugno del 2015, quando la nostra direzione didattica ha recepito le indicazioni ministeriali che prevedevano l'obbligo del "registro elettronico" da parte degli insegnanti. Conoscendo il possibile pericolo, soprattutto nei bambini, generato dai campi magnetici e quindi anche dagli apparecchi con tecnologia wi-fi, abbiamo semplicemente applicato il "principio di precauzione" ed optato per la tecnica ADSL; sono state quindi cablate le 10 aule delle scuole elementari e le 6 aule delle scuole medie, tutte dotate di pc oltre ai due laboratori di informatica presenti. Con questa scelta si è data la possibilità agli insegnati delle scuole di usare il registro elettronico, insegnanti che possono inoltre connettersi ad internet per svolgere le loro lezioni".
Le scuole dunque non sono mica "isolate", sono stati semplicemente applicati dei regolamenti salutari per la tutela della salute di chi vive gli ambienti scolastici per varie ore al giorno ogni giorno. "Non abbiamo assolutamente privato gli studenti della possibilità di utilizzare i vari siti internet per scopi di istruzione - prosegue il sindaco - il wi-fi non è un mezzo, ma un fine! Fra l'altro, il segnale tramite cablatura, risulta più stabile nonché più veloce".
Qual è stata la reazione dei suoi concittadini?
"Devo dire che c'è molta ignoranza - risponde Tola - nel senso che la quasi totalità o non è a conoscenza del possibile pericolo generato dai campi magnetici o sottovaluta possibili effetti dannosi. Il wi-fi è invisibile, non si sente, per cui non fa paura. Io continuo a spiegare che i pericoli esistono".
Ed i docenti?
"Mi ha stupito molto una certa presa di posizione da parte di alcuni insegnanti e direttori didattici che non hanno condiviso. Sarà perché così facendo abbiamo rinunciato ai finanziamenti erogati tramite bandi che prevedono esclusivamente la partecipazione a quelle scuole che si dotano di wi-fi. Ho avuto comunque la soddisfazione di ricevere un centinaio circa di e-mail e lettere di complimenti da tutte le parti d'Italia nonché alcune dall'estero".
Quali altre iniziative a tutela dell'ambiente e della salute ha attuato nel suo paese?
"Mi ritrovo ad essere sindaco di Borgofranco in quanto alcuni anni fa nel nostro Comune era in previsione la costruzione di un pirogassificatore per rifiuti industriali. La nostra lista è nata proprio per contrastare quel progetto e la cittadinanza votandoci, ci ha dato la possibilità di evitare la costruzione di quell'impianto di trattamento rifiuti".
Ci sono altre scelte rivolte in questa stessa direzione salutistica che ha in mente di attuare?
"Abbiamo ovviamente un occhio di riguardo sul discorso rifiuti: cerchiamo continuamente di sensibilizzare ed educare i cittadini ad un corretto comportamento che li porti a differenziare tutti i materiali; in collaborazione con la Società che gestisce la raccolta rifiuti ogni anno coinvolgiamo gli studenti delle scuole elementari e medie con incontri, uscite sul territorio, giornate di pulizia. Si cerca inoltre di promuovere la mobilità con mezzi alternativi all'automobile (as esempio l'iniziativa PEDIBUS, a scuola camminando) e a promuovere l'uso della bicicletta per i brevi spostamenti".
Perché in fondo si sa, ogni grande cambiamento parte dalle piccole cose.
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