Dai colori a 5 numeri, cambieranno codici Pronto Soccorso

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07/06/2018 - 08:07

Non più codice bianco, verde, giallo o rosso. Nei Pronto Soccorso si cambia: i codici utilizzati per filtrare i pazienti all'arrivo sono destinati a diventare cinque e di tipo numerico, così come stabilito dalle nuove linee guida sul Triage intraospedaliero, di imminente approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni, secondo quanto riportano alcuni organi di informazione.

Il Lazio sarà la prima regione a partire a gennaio, con una fase di sperimentazione. L'obiettivo è ridurre i tempi di attesa e diminuire il margine di errori medici. I nuovi codici, anticipati dal Corriere della Sera, vanno da 1 a 5, dove 1 rappresenta i casi più gravi (emergenza), 2 l'urgenza, 3 l'urgenza differibile, 4 l'urgenza minore e 5 la non urgenza.

I primi tre sono a medio-alta intensità di cure, mentre gli ultimi due a moderata-bassa intensità. I tempi stimati di accesso vanno da immediato a duecentoquaranta minuti.

«Aspettiamo ancora il quadro normativo di riferimento, per il Lazio c'è stata una riunione in Regione e pare che si dovrebbe partire dal primo gennaio; servono cinque codici Triage perché in particolare abbiamo il codice verde che racchiude il 60-70% degli utenti del Pronto Soccorso e che ha dentro una grande fascia di variabilità della sintomatologia acuta. In Toscana già applicano da molti anni cinque codici colore, il criterio numerico in questo senso non è una grande variazione. Ci sarebbero da risolvere problematiche legate al rifacimento dei protocolli a cinque codici e alla conseguente formazione del personale medico-infermieristico, oltre che alla definizione delle responsabilità. Ci vorrebbe poi un'adeguata informazione al cittadino, che il codice rosso lo capisce meglio», spiega all'ANSA il presidente SIMEU, Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza, Francesco Rocco Pugliese.

«Il Pronto Soccorso, con venti-venticinque milioni di prestazioni ogni anno in Italia, non è - conclude - nemico del cittadino ma alleato. Il codice non è una cosa punitiva e il Triage è uno strumento organizzativo. Vorrei verificarlo sul campo, ma purtroppo non credo che con la nuova organizzazione si ridurrebbero i tempi di attesa per i pazienti meno acuti, anche se me lo auguro».

(ANSA)

 

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