Sigarette per 11,6 milioni italiani, per i giovani fatte a mano

31/05/2019 - 18:13

Sono ancora 11,6 milioni i fumatori in Italia, più di un italiano su cinque. Gli uomini sono 7,1 milioni e le donne 4,5 milioni. Non accenna dunque a diminuire in modo significativo il fumo nel nostro Paese. Tra i giovani spopolano le sigarette fatte a mano, l'uso dei trinciati infatti è in costante aumento, soprattutto tra i maschi e al Sud, anche se più del 90% dei fumatori preferisce acquistare le sigarette tradizionali. Oltre la metà dei giovani fumatori tra i 15 e 24 anni fuma già più di 10 sigarette al giorno e oltre il 10% più di 20.

Un fumatore maschio su quattro è un forte fumatore, fuma cioè più di un pacchetto al giorno. Quasi la metà delle donne fuma tra le 10 e le 20 sigarette al giorno. A questi fumatori si aggiungono inoltre i consumatori di nuovi prodotti. L'1,7% consuma e-cig e l'1,1% fa utilizzo di tabacco riscaldato.

Il report che mette a fuoco il rapporto fra italiani e fumo è stato presentato oggi all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) in occasione del World No Tobacco Day (WNTD) organizzato ogni anno il 31 maggio dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

L'edizione 2019 è dedicata al tema “Tabacco e salute dei polmoni”, una giornata di riflessione globale sui rischi associati al fumo. Il cancro al polmone è, infatti, il quarto tumore in termini di incidenza, ma la prima causa di morte per neoplasia. Le fumatrici sono aumentate soprattutto nelle regioni del Sud Italia: sono quasi il doppio rispetto a quelle che vivono nelle regioni centrali e settentrionali (il 22,4% al Sud e Isole contro il 12,1% al Centro e il 14% al Nord).

Il World No Tobacco Day è anche l’occasione per ascoltare alcune proposte interessanti. Ad esempio, Silvio Garattini, presidente dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri”, commentando i dati dell'ISS, si è detto convinto della necessità di «estendere l'attuale divieto di fumo nei luoghi chiusi pubblici e nei luoghi di lavoro pubblici e privati». Ed ha aggiunto che «vanno vietate le pubblicità alle sigarette elettroniche e agli Heated Tobacco Products» cioè il tabacco riscaldato.

A rafforzare la richiesta di Garattini c'è Roberta Pacifici, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping. «Molti fumatori usano la e-cig per smettere ma spesso diventano consumatori di entrambi i prodotti o addirittura iniziano proprio a fumare così. Chi utilizza i nuovi prodotti (e-cig e tabacco riscaldato) lo fa dove c'è il divieto di fumo minando il valore di una Legge che da oltre 15 anni ha contribuito ad educare al rispetto della salute».

(ANSA)

 

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