Borghi dei Tesori Fest, un successo da 12.000 visitatori

Autore:
Redazione
26/10/2021 - 01:58

Tesori nascosti, ritmi lenti, tradizioni antiche, esperienze nella natura. Svoltasi in due fine settimana a cavallo tra agosto e settembre, la prima edizione del Borghi dei Tesori Fest ha coinvolto ben 12.000 visitatori che hanno potuto ammirare opere d'arte e luoghi poco conosciuti, un lungo itinerario che ha permesso di raccontare oltre 250 luoghi (castelli, chiese, palazzi nobiliari, musei, miniere, osservatori astronomici, botteghe artigianali, laboratori di produzioni tipiche) appartenenti a 57 borghi siciliani.

L'iniziativa promossa dalla Fondazione Le Vie dei Tesori, e sostenuta da Fondazione Sicilia e Fondazione con il Sud, con il supporto di IGT e di Cantine Planeta, ha inoltre coinvolto circa 500 giovani che sono stati formati per raccontare ai visitatori, anche in modalità digitale, questo immenso patrimonio sommerso.

I 57 comuni che hanno partecipato a questa prima edizione del Festival appartengono a otto diverse province siciliane: la maggioranza nel palermitano (il 30% dei comuni) che registra più della metà degli ingressi totali e una media di 259 visitatori a centro. Media che sale a sfiorare le 400 presenze a borgo nell’agrigentino dove hanno partecipato sette comuni e messo insieme oltre 2.700 presenze. Nel siracusano sono stati due i comuni partecipanti con una media di 226 presenze; nel ragusano, sempre due comuni e una media di 183 presenze; nel catanese, invece, tre comuni partecipanti e 188 visitatori di media. Poi, il nisseno (quattro borghi su ventidue, e una media di 110 presenze a centro), il messinese (undici comuni e una media di 72 visitatori a borgo) e l’ennese (due comuni su venti e una media di 58 presenze).

Questi dati descrivono l'interesse suscitato dal progetto ideato, in accordo con i comuni, con l'obiettivo di rigenerare e promuovere piccoli centri che spesso sono scrigni d'arte e di storia. Un progetto non episodico, ma un qualcosa che si è già strutturato con tantissimi altri borghi che stanno chiedendo di aderirvi. A partire da questa prima esperienza, le Vie dei Tesori hanno ora organizzato un forum per tracciare un nuovo percorso e per legare il turismo culturale con i servizi ricettivi e con l'economia locale. Se n'è parlato qualche giorno fa a Villa Zito, antico palazzo nobiliare di Palermo, con gli interventi di Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori e della neonata Associazione Borghi dei Tesori, Raffaele Bonsignore, presidente della Fondazione Sicilia, e con Giovanni Ruggieri, docente di Economia del Turismo e presidente dell'OTIE, Osservatorio Turistico delle Isole Europee.

«Il patrimonio storico e culturale della Sicilia è unico, ma gestito in modo disastroso. Da anni ci dicono che la valorizzazione è uno degli strumenti su cui investire per garantire un futuro ai giovani. Parliamo di un’isola straripante di tesori artistici, ma che non ha strade o ferrovie adeguate; i nostri borghi sono bellissimi ma spesso difficilmente vivibili. Sono interrogativi da porre alla politica, non ai privati: in questa visione disastrosa, Le Vie dei Tesori e la costituzione dell’associazione Borghi dei Tesori sono un esempio virtuoso, danno un segnale che non deve assolutamente essere perso. Continueremo a stare a fianco del progetto», ha detto Raffaele Bonsignore.

«Siamo convinti che il patrimonio, materiale e immateriale, possa essere una leva di crescita della comunità, e che la narrazione possa essere una chiave di valorizzazione dei luoghi. Crediamo che i giovani scelgano di restare in un borgo se percepiscono che quel borgo ha un valore, che i tesori che hanno sotto casa hanno un valore, spendibile poi in chiave occupazionale ed economica. Non esiste turismo possibile senza un coinvolgimento delle comunità», ha aggiunto Laura Anello che ha sottolineato proprio lo spirito di comunità che la manifestazione ha suscitato in quelle piccole realtà dove i rapporti sono più diretti e più concreti. Si tratta di un fattore importante del successo dell'iniziativa, ma ora, ha rimarcato, accanto al racconto dei luoghi e dei tesori occorre passare alla fase concreta della rigenerazione urbana di questi borghi e della valorizzazione degli spazi.

«Il turista non è un trolley, si sposta soltanto se ha ragioni per farlo. Dobbiamo chiedergli quindi cosa lo attragga, non basta la comunicazione di quel che può visitare. In futuro deve funzionare di più la rete, i programmi si devono incastrare l’uno sull’altro, i borghi devono avere uno sguardo strabico, non indirizzato solo al proprio territorio», ha spiegato Giovanni Ruggieri che ha evidenziato la necessità di attivare una collaborazione tra pubblico e privato, ma soprattutto di migliorare il sistema ricettivo. Molti paesi non hanno neppure un posto letto, tanti altri possiedono un patrimonio edilizio poco utilizzato. La Sicilia ha poi il più alto numero di strutture extra alberghiere: quasi l’80%. L'inadeguatezza del sistema ricettivo incide negativamente sull'attrattività dei siti come anche la comunicazione poco efficace. «Si spende molto, si raccoglie poco», ha sottolineato.

Infine, l'Associazione Borghi ha presentato il proprio comitato scientifico presieduto dal fisico ed esperto di processi di rigenerazione ambientale Federico Maria Butera e comunicato che la seconda edizione del Borghi dei Tesori Fest avrà probabilmente luogo all’inizio della prossima estate (si pensa di sfruttare i quattro weekend di giugno).

(Fonte: ANSA/Le Vie dei Tesori)

 

In copertina: Castelbuono - Veduta

Foto di User:Matthias Süßen - Opera propria, CC BY-SA 4.0

https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62830199

 

 

Leggi anche i seguenti articoli

www.ilpapaverorossoweb.it/article/borghi-dei-tesori-alla-scoperta-di-42-meraviglie-di-sicilia

www.ilpapaverorossoweb.it/article/geraci-uno-splendido-borgo-siciliano-tutto-da-riscoprire

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci