A Catania tornano a risplendere gli affreschi scoperti nei depositi dell'Archivio di Stato dopo secoli di oblio

Non è solo la scoperta di un’opera d’arte venuta alla luce dopo oltre quattrocento anni di storia; è la restituzione alla collettività di un capolavoro pittorico che racconta l’excursus culturale di un edificio che, attraverso la sua intricata evoluzione istituzionale e architettonica, è oggi testimonianza di memoria: dal periodo post-sismico ai bombardamenti bellici, passando per la secolarizzazione dei beni ecclesiastici, passati in mano allo Stato per "fini di pubblica utilità" con l’avanzare della modernità.
«Era il 2008 e proprio in questa sala, nella penombra, da un pezzo di muro scrostato apparve lo sguardo mite e luminoso della Madonna in preghiera», ha sottolineato la direttrice dell’Archivio, Maria Nunzia Villarosa. «Da quel momento in poi si spalancò una finestra sul culto e la cultura catanese. Quel locale, infatti, era la "chiesa nella chiesa" del Convento domenicano di Santa Caterina da Siena, primitivo sito di preghiera della congregazione del SS Rosario. L'opera d’arte, unica nel suo genere, è venuta interamente alla luce e restaurata grazie ai fondi dell’8 per mille dell’Irpef a diretta gestione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un ringraziamento va a chi mi ha preceduta, e in particolare ad Aldo Sparti, Cristina Grasso e alla compianta Anna Maria Iozzia, per aver voluto restituire alla città questo capolavoro, che esprime ai massimi livelli l'aspirazione alla bellezza e alla grandezza divina, attraverso genialità, intelligenza e maestria pittorica della scuola barocca».
La nuova Sala degli Affreschi, che raffigura personaggi cari alla tradizione domenicana, insieme alla Madonna, a Sant’Agata e Santa Lucia, è stata dedicata a Matteo Gaudioso (1892 - 1985), storico, professore universitario e direttore dell’Archivio di Stato di Catania.
«Questo ritrovamento ci inorgoglisce; oggi è una giornata importante per la città, ma anche per l’arte italiana grazie ad un restauro che consente – com’è avvenuto in questo caso - di recuperare e valorizzare Beni Culturali ereditati da un glorioso passato», ha detto la sovrintendente di Catania, Donatella Aprile.
«La scoperta di questo affresco arricchisce il nostro territorio di un nuovo importante tesoro, uno spazio d’arte di cui dobbiamo andare fieri; una riscoperta che s’innesta nel delicato e importante processo di rigenerazione, riqualificazione e apertura alla città dei luoghi culturali, vettori di identità e bellezza», ha ricordato l’assessore alla Cultura del Comune di Catania, Barbara Mirabella.
«Culto e cultura devono camminare insieme, armonicamente, pur nella loro legittima e necessaria autonomia. La Chiesa è lieta di aver potuto consegnare quest’immagine divina, mi auguro che possa continuare questa sinergia tra le diverse anime della città», ha concluso l’Arcivescovo di Catania, Monsignor Salvatore Gristina.
Gristina ha poi ricordato il discorso di Paolo VI agli Artisti: "Da lungo tempo la Chiesa ha fatto alleanza con voi. Voi avete edificato e decorato i suoi templi, celebrato i suoi dogmi, arricchito la sua liturgia. L’avete aiutata a tradurre il suo messaggio divino nel linguaggio delle forme e delle figure, a rendere comprensibile il mondo invisibile".
Nella mattinata del 22 dicembre la sala è stata aperta ai visitatori e ai turisti: la sua destinazione d’uso e gli orari di apertura al pubblico nel 2022 dovrebbero essere comunicati nei prossimi giorni.
clicca e scopri come sostenerci








