Gibellina: ad aprile riapre il Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”

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Redazione
22/01/2021 - 06:08

L’annuncio è arrivato qualche giorno fa in occasione dell'anniversario del terremoto che distrusse il Belice, la notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968: il prossimo aprile a Gibellina (TP) riaprirà i battenti, dopo che ne è stato completato il riallestimento, il MAC, il Museo d’Arte ContemporaneaLudovico Corrao”. Il paese siciliano, uno dei più colpiti dal terremoto, si riappropria così della sua memoria.

Il MAC ospita circa 2.000 opere degli artisti, scultori, fotografi che accorsero nel Belice per ricostruire Gibellina nel segno dell'arte, coinvolti dal sindaco Ludovico Corrao. Una storia iniziata nel marzo del 1980 quando un collezionista incontrò un sindaco esteta e ne restò talmente affascinato da dirottare su Gibellina, che da poco più di dieci anni tentava di rimettersi in piedi, la sua enorme collezione di grafica. Il collezionista era Nino Soldano, il sindaco Ludovico Corrao: nasceva la prima cellula del Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina, sotto il tratto di Enrico Baj, Corrado Cagli, Pietro Consagra, Mimmo Rotella, Mario Schifano, solo per citarne alcuni.

Non esisteva una sede, non c'erano spazi, le 83 opere della collezione Soldano furono momentaneamente conservate nei locali della scuola elementare e da lì trasferite, un anno dopo, in un'ala dell'Istituto Comprensivo Papa Giovanni XXIII.

A distanza di più di trent'anni, dopo l'ultima chiusura per ristrutturazione con fondi comunitari durata sei anni, il Museo Civico viene riconsegnato alla comunità. A fine aprile, il MAC di Gibellina dunque ritornerà alla luce dopo un complesso riallestimento che ne ridisegna interamente gli spazi, permettendo l'esposizione di 400 opere, il doppio di quante erano esposte prima della chiusura, ma solo una piccola parte delle oltre 2.000 che compongono l'intera collezione, la più ampia del Sud Italia.

Pittura, scultura, grafica, fotografia e modelli in scala delle grandi opere di Gibellina Nuova e del Cretto di Burri; il tutto suddiviso in otto sezioni che segnano il percorso espositivo storico-cronologico, dal primo Novecento alle ultime avanguardie, e raccontano una storia contemporanea di rinascita nel segno dell'arte.

«Nulla è più inutile della cultura, ma nulla può essere fatto senza questa inutilità. Se a un popolo si toglie la forza del sogno, entra in uno stato di psicosi, di malattia inguaribile», diceva Ludovico Corrao.

Le otto sezioni caratterizzano un museo contemporaneo, che dialoga con il territorio, completo di servizi aggiuntivi di moderna concezione per uno spazio espositivo come una sala proiezione, un bookshop specializzato in editoria d’arte e una caffetteria che sta nascendo all’interno dello spazio consultazione e della biblioteca. È prevista anche la riapertura della sezione didattica del Museo rivolta alla formazione degli studenti del territorio.

«Sono certo che la riapertura del Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”, con questo nuovo ed innovativo allestimento, costituirà per Gibellina un ulteriore ed importante volano di sviluppo culturale e sociale», dice il sindaco di Gibellina, Salvatore Sutera.

È stata ridisegnata l'ampia corte che conduce all’ingresso, pronta a trasformarsi in una sezione en plein air, solo un assaggio dell’enorme museo a cielo aperto che è l'intera Gibellina. L'apertura del MAC offrirà un assist per avviare un confronto sul tema del restauro delle opere d’arte contemporanee, un focus a cui verranno invitati esperti e curatori di realtà europee.

Si potranno finalmente rivedere opere straordinarie come il Ciclo della natura, le dieci grandi tele dedicate ai bambini di Gibellina, realizzate sul posto da Mario Schifano nella primavera del 1984, e come La notte di Gibellina di Renato Guttuso, dipinta in memoria della notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1970, nel secondo anniversario del sisma, quando mille fiaccole si accesero per ricordare allo Stato le macerie e le baracche: c'erano gli uomini e le donne del Belice, e tutti gli artisti, gli scrittori e gli intellettuali (ricordiamo almeno Cesare Zavattini, Carlo Levi, Renato Guttuso, Sergio Zavoli, Ernesto Treccani, Corrado Cagli) che avevano risposto all'appello di Leonardo Sciascia e Ludovico Corrao, testimoni dell’atto d’accusa contro il Governo, chiamato a discolparsi di fronte al mondo civile.

Lunghissima la lista degli artisti che contribuiscono all’enorme collezione del MAC: Fausto Pirandello, Beniamino Joppolo, Antonio Corpora, Carla Accardi, Piero Dorazio, Pietro Consagra, Achille Perilli, Tano Festa, Toti Scialoja, Franco Angeli, Giulio Turcato, Mimmo Rotella, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Turi Simeti, Mimmo Jodice, Renata Boero, Christo, Pino Pinelli, Emilio Isgrò, Luca Patella, Marco Nereo Rotelli, Nino Mustica, Claudio Verna, Vittorugo Contino e tanti altri.

Non manca, infine, un corpus di fotografie e testimonianze legate al terremoto e ai mesi immediatamente seguenti: nel Belice la notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 accorsero tanti fotografi (tra gli altri Enzo Brai, Letizia Battaglia, Arno Hammacher, Nino Giaramidaro, Giovanni Chiaramonte, Angelo Pitrone) e raccontarono, con immagini vivide e tremende, la cronaca dei primi soccorsi, il dolore, le macerie, i morti, i primi tentativi di ricostruzione, la vita nelle baracche, le lotte, l'abbandono dello Stato, le manifestazioni, l'appello del mondo dell’arte.

 

Il catalogo ragionato del MAC è a cura di Edizioni Caracol

 

All’interno dell’articolo: Renato Guttuso, La notte di Gibellina (1970) - Olio su tela, 88.5 x 139 cm, Gibellina, MAC - Museo d'Arte Contemporanea "Ludovico Corrao"

 

Per saperne di più

http://retemusealebelicina.it/museo-darte-contemporanea-ludovico-corrao/

www.macgibellina.it

 

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