La genesi e l’affermazione del fascismo secondo Riccardo Bauer

Riccardo Bauer (1896 - 1982) è stato un importantissimo rappresentante dell’antifascismo italiano, ha presieduto il comitato militare del CNL centrale e dopo la liberazione di Roma, il 4 giugno 1944, fu a capo di quella piazza militare e rappresentò l’ORI (Organizzazione per la Resistenza Italiana), lavorando assiduamente a contatto del maggiore Massimo Salvadori (1908 - 1992)1. Per Salvadori, nel 1955, Riccardo Bauer scrisse la prefazione al suo libro Storia della Resistenza italiana, prefazione che traccia una attenta e lucida analisi storico-politica della genesi e dell’affermazione del fascismo in Italia e che, di seguito, riporto in parte:
Bibliografia:
1) Raimondo Craveri, La Campagna d’Italia e i servizi segreti. La storia dell’ORI (1943-1945), Ed. La Pietra, Milano 1980, pp. 52 e 55.
2) Massimo Salvadori, Storia della Resistenza Italiana, Neri Pozza Editore, Venezia 1955, pp. 9 e 10.
In copertina: Partigiane a Brera - Foto di Valentino Petrelli
Note all’immagine di copertina
(Fonte: Wikipedia)
La storia di questa immagine – scattata da Tino Petrelli, famosissima, e in parte anch’essa “ricostruita” – è tragica: una delle giovani ritratte nella foto, Aniuska (al centro), giunta dalla Polonia con la sorella, ricevette il fucile da alcuni partigiani. Ore dopo lo scatto, a causa di un errore, venne uccisa dalla sorella, che a sua volta aveva ricevuto un’arma.
L’uomo che nell’originale compare a destra delle ragazze si fece poi cancellare dal negativo perché, disse, quell’arma l’aveva presa tra le mani solo dietro la richiesta del fotografo.
(Fonte: Corriere della Sera)
L’immagine è stata usata da Neri Pozza per la nuova edizione, uscita nel 2016, del libro di Salvadori.
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Autore
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Santi Maria Randazzo vive a Motta Santa Anastasia. Nel 1975 si è laureato in Pedagogia presso l’Istituto Universitario di Magistero di Catania con una tesi sulla delinquenza minorile.
Dopo avere svolto per tre anni attività di assistente volontario presso la Cattedra di Teoria e Storia della Didattica presso l’Istituto Universitario di Magistero di Catania, l’Amministrazione Provinciale di Catania gli ha conferito l’incarico di svolgere una indagine sulla devianza giovanile. Dal 1978 ha lavorato presso i Servizi Sociali del Comune di Catania, prima con il ruolo di Assistente Sociale, poi con quello di Funzionario-Coordinatore di Centro Sociale. Su incarico del Comune di Catania ha collaborato con la Procura per i Minorenni presso il Tribunale per i Minorenni di Catania e con il Provveditorato agli Studi di Catania. Per diversi anni ha fatto parte del Comitato Provinciale per la Prevenzione delle Tossicodipendenze, del Consiglio Scolastico Provinciale e dell’Osservatorio Permanente sulle Problematiche dell’Età Minorile istituito presso l’ex Provveditorato agli Studi di Catania e per conto dello stesso Organismo ha svolto indagini sul lavoro nero minorile in Provincia di Catania.
In passato ha ricoperto ruoli dirigenziali in ambito associativo, sindacale e politico, è stato capo delegazione CGIL-CISL-UIL al Comune di Catania. È stato corrispondente da Motta per il giornale La Sicilia. Da quando è andato in pensione, si dedica con passione allo studio della storia della Sicilia, trascorrendo gran parte del suo tempo presso le più importanti biblioteche dell’Isola. Ha pubblicato due libri in digitale, Motta Santa Anastasia nell’antichità: uno degli ultimi misteri della storia siciliana (2012) e Storia di Motta Santa Anastasia. Dalle antiche origini fino alla prima metà del XV secolo (2013), e per Algra Editore il volume Il ritorno degli Aragonesi in Sicilia (2019). Ha collaborato con diverse riviste: ArcheoMedia, Agorà, Incontri, Sicilia Report, Sikelian e MetroCT. Ama lo sport ed in passato ha praticato rugby e atletica leggera.







