Terra dei Fuochi e tumori: provata la correlazione

Autore:
Luca Talamona
26/04/2021 - 02:02

La Terra dei Fuochi rappresenta il caso più emblematico di relazione profonda tra ambiente, salute e gestione del territorio. I roghi, lo smaltimento illegale di rifiuti e l’assenza di una prevenzione efficace hanno portato nel giro di pochi anni alla compromissione della salute di migliaia di famiglie in Campania, e il caso giudiziario che ne è scaturito è forse giunto ad un punto di svolta.

Dopo 4 anni di collaborazione tra la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si è potuto constatare, su base scientifica, l’impatto sanitario dei siti di smaltimento di rifiuti incontrollati. Il rapporto conclusivo è stato presentato lo scorso 10 febbraio 2021 dal procuratore generale presso la Corte d’Appello, Luigi Riello, e dal presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro.

Lo studio condotto nelle province di Napoli e Caserta è stato svolto attraverso un’indagine epidemiologica «basata sugli eccessi di mortalità, incidenza tumorale e ospedalizzazione per diverse patologie, che ammettono fra i loro fattori di rischio, accertati o sospetti, l’esposizione a inquinanti». Nei 38 comuni considerati nello studio (un totale di 426 km2), sono stati esaminati ben 2.767 siti di smaltimento controllato e abusivo di rifiuti; i vari siti sono stati suddivisi in categorie in base alla pericolosità derivata dalla tipologia di rifiuti presenti (particolare attenzione è stata rivolta alla probabilità di contenere rifiuti altamente tossici). Per ogni categoria è stato poi valutato un grado di pericolosità, soprattutto in funzione della capacità del sito in questione di disperdere nell’ambiente gli inquinanti tossici.

L’indagine epidemiologica è stata portata avanti con un approccio a priori: la scelta delle patologie da investigare ha avuto come indizio principale gli studi pregressi relativi alle sostanze tossiche rinvenute nei vari comparti ambientali come aria, acqua e suolo nelle aree d’interesse, e che sono, secondo la letteratura scientifica, direttamente identificabili come agenti causali di diverse malattie gravi. Per questo motivo sono state considerate varie forme di tumori, linfomi e leucemie, ma anche patologie non oncologiche come malattie respiratorie, cardiovascolari e malformazioni congenite alla nascita dei neonati. Avvalendosi dei registri ospedalieri e dei dati statistici per la mortalità e l’incidenza a livello comunale, è stato infine possibile costruire un indicatore sinottico di esiti sanitari (IES). Lo scopo di questo indicatore è quello di riassumere tutte le informazioni sanitarie per ogni comune e verificare se gli eccessi registrati per le sopracitate patologie fossero realmente causati dalle contaminazioni ambientali che affliggono questa fin troppo considerevole porzione di territorio.

Come ci si poteva aspettare, la correlazione tra il fattore ambientale della pessima gestione dei rifiuti e l’aggravarsi della situazione sanitaria è risultata strettamente positiva. I comuni classificati con il rischio maggiore presentano tutti un aumento di casi e di mortalità per i tumori alla mammella, un aumento delle ospedalizzazioni per asma e malattie respiratorie croniche e una maggior percentuale di casi di malformazioni congenite alla nascita dei neonati.

Il disastro ambientale generato dalla Terra dei Fuochi è ora ufficializzabile anche come un gravissimo attentato alla salute pubblica. La pubblicazione finale di questo report pone finalmente delle solide fondamenta oggettive che possono fungere da precedente, per estendere il controllo di tali eventi a tutto il territorio nazionale.

È sufficiente guardarsi un po’ intorno per realizzare che la problematica delle discariche abusive e la contaminazione delle matrici ambientali riguarda moltissime realtà italiane, dove però non sono state ancora portate avanti indagini approfondite sugli effetti sanitari.

 

Foto di copertina: Pixabay

 

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