
Vino bio: l'Italia terza al Mondo per coltivazioni

VERONA - Il vino biologico affascina, coinvolge e stupisce. Si conclude oggi la tre giorni a Verona all’insegna del buon vino, ed al Vinitaly si cominciano già a tirare le somme.
Wine Monitor-Nomisma su dati Fibl ovvero l’istituto di ricerche dell’agricoltura biologica ha illustrato alla tavola rotonda di FederBio la crescita esponenziale registrata negli ultimi anni dal settore del vino biologico. Nell’analisi dal titolo “Il mercato europeo del vino biologico, strategie per lo sviluppo e l’internazionalizzazione” gli esperti di Wine Monitor-Nomisma hanno illustrato come dal 2004 al 2014 ci sia stato un boom del 259% in Europa e del 261% in generale. In Italia i consumatori di vino biologico sono raddoppiati in due anni e l’export sembra più forte che mai.
“Il successo non si ferma ai confini nazionali – ha spiegato Silvia Zucconi, Survey Coordinator di Wine Monitor-Nomisma - l’export di vino bio nell’ultimo anno cresce del 38% a fronte di una crescita complessiva del vino italiano del 5%. Questo significa che la qualità dei vini biologici italiani ha un ottimo posizionamento anche all’estero, soprattutto in Germania (38% dell’export), primo mercato di destinazione per l’Italia”. Dopo il Belpaese grossi risultati sono stati registrati anche in Usa e Svizzera.
L’Italia con 72.361 ettari di terreno dedicato alla coltivazione di vite da vino biologica, aumentati dal 2003 al 2014 del 128%, è terza a livello globale per superficie dedicata al vino bio, al primo posto troviamo il Messico, con il 15,6% del totale, al secondo l’Austria con il 10,7%, appena sotto il nostro Paese segue la Spagna con l’8,9%, la Francia con l’8,7%, la Germania con il 7,6%, la Nuova Zelanda con il 6,7%, la Bulgaria con il 5,8% e la Grecia con il 4,3%.
Mettendo sotto la lente d’ingrandimento i territori italiani la regione più forte risulta essere la Sicilia, con 27.105 ettari a viticoltura biologica nel 2014, il 38% del totale italiano e un incremento del +43% rispetto al 2011. Seguono Puglia (10.269 ettari, +22%) e Toscana (9.243 ettari, +46%).
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