L’universo femminile raccontato da Giuseppe Leone

Una donna che allatta un bambino è la chiave simbolica che Giuseppe Leone, fotografo fedele al bianco e nero e al sistema analogico, utilizza per rappresentare l'universo femminile. Tra eros e maternità sviluppa una riflessione a doppio binario ma con un punto fermo essenziale: i suoi, avverte, sono “sguardi carezzevoli” che scrutano la bellezza femminile nelle sue movenze e declinazioni quotidiane.
In questi scatti si racchiude un rapporto lungo oltre mezzo secolo tra Leone e la foto d'autore rigorosamente costruita con la tecnica e l'espressione di un'arte che resiste al digitale. «Il bianco e nero - dice - è un mondo intramontabile. L'unico che ti consente di cogliere i tratti simbolici e le identità vere di figure ricostruite attraverso la ricerca antropologica».
Il pianeta femminile è stato sempre scrutato da Leone con sguardi lievemente complici ma gentili. E in questa visione accomuna Sofia Loren che alza il David di Donatello a Taormina e la ragazza acqua e sapone che guarda il mondo da una porta-finestra di Noto.
Consiste nel “fotografare qualcosa che nessuno riesce a scorgere” e fa “riconoscere qualcosa che noi altrimenti non riusciremmo a notare”. E questo può accadere, aggiunge Leone, solo quando alla donna vengono restituite le sue tante identità.
(ANSA)
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