
Primavera: tempo di allergie, ne soffrono 4 italiani su 10

Quattro italiani su dieci soffrono di allergie primaverili. La comparsa dei primi pollini è la causa scatenante. L’asma allergico: può essere causato da allergeni da inalazione, tra cui principalmente i pollini (ma anche gli acari, le forfore e altri derivati di animali), nonché da infezioni virali e sostanze chimiche di basso peso molecolare. Raramente sono chiamati in causa gli allergeni alimentari, anche se sono noti alcuni casi dovuti a ipersensibilità al latte vaccino o ad altri nutrienti.
La pollinosi: allergia ai pollini, che provoca attacchi di starnuti, congiuntiviti e riniti allergiche. Una stagione che, anno dopo anno, si va allungando, per colpa del clima impazzito, con temperature al di sopra delle medie stagionali nei mesi invernali, è cambiato e sta cambiando il ciclo di vita di molte piante. Si allunga il periodo di fioritura e di impollinazione. E, di conseguenza, anche il periodo di comparsa dei sintomi da allergia. La massima concentrazione dei vari tipi di polline nell’aria si registra solitamente tra aprile e giugno. Starnuti a raffica, naso che cola, naso chiuso che costringe a respirare con la bocca, prurito al naso e agli occhi, lacrimazione, una gran fame d’aria se ci si mette a correre, “occhi rossi” e respiro rumoroso oppure affannoso.
Tutti sintomi fastidiosi, che condizionano la qualità della vita di chi è allergico. I bambini sono i più esposti. Se pollini e smog non danno tregua, nemmeno in casa e in ufficio c'è pace per chi soffre di allergie respiratorie: muffe, irritanti e acari hanno conseguenze anche sull'irritabilità. L’allergia è una malattia del Sistema immunitario che può coinvolgere vari organi del corpo umano manifestandosi con sintomatologie differenti a seconda del tessuto interessato: starnuti, ostruzione nasale, lacrimazione, prurito, tosse. I casi di allergia sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi 50 anni: oggi. Una persona può essere geneticamente predisposta alle allergie, ma è necessario, perché si sviluppi allergia, che entri in contatto con sostanze definite allergeni: sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente, cibi sempre più raffinati prodotti con aromatizzanti industriali, polveri da moquettes e condizionatori.
In un soggetto allergico, il sistema Immunitario è come impazzito, non è più in grado di riconoscere se una sostanza sia realmente nociva ed è incapace di tollerare sostanze come i pollini o alimenti normalmente innocui e scatena un’abnorme reazione difensiva, dando luogo appunto alla manifestazione allergica. Curare le allergie non è semplice. In genere la diagnosi in un primo tempo si basa sulla presenza di sintomi descritti che si presentano in prevalenza durante la primavera o l’estate. In un secondo tempo si pratica un test fondamentale per fare una sicura diagnosi di allergia e, cosa importante, per individuare la sostanza che il sistema immunitario, per errore, considera estremamente nociva. Prick test. Questa prova diagnostica è anche chiamata test cutaneo o cutireazione con allergeni. Si praticano delle "scarnificazioni" non sanguinanti e non dolorose cutanee di un centimetro sulla faccia interna del braccio e distanti fra loro almeno due centimetri. Su ognuna si depone una goccia di soluzione acquosa di differenti sostanze ( allergeni ). Se c’è reazione positiva, cioè si è allergici a una o più sostanze, entro 10-20 minuti si forma un ponfo roseo e pruriginoso là dove l’allergene specifico è stato deposto, esistono anche altri test, ma questo è quello primario.
Le allergie stagionali sono generalmente provocate dal polline e si verificano quindi in quei periodi dell’anno in cui fioriscono le piante. Le allergie croniche sono provocate perlopiù da allergeni con cui si entra quotidianamente in contatto, per esempio il pelo di animale, la polvere o le piume. Di solito esiste una predisposizione familiare. Gli allergeni sono infatti presenti nell'aria e nella polvere di casa, nel caso del gatto anche dopo molto tempo dall'allontanamento dell'animale. Gli allergeni del gatto sono nella saliva, ed il pelo se ne ricopre quando l'animale si lecca; il pelo in sé non è allergizzante. Gli allergeni del cane sono nella pelle, nel pelo e nella saliva.
a cura di Piero Di Marino
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