Soffri d'Asma? La causa è anche in casa tua

È una delle malattie croniche più diffuse, ne soffrono oltre 300 milioni di persone al mondo. La patologia dell'asma è caratterizzata da ostruzione delle vie aeree, i soggetti che ne soffrono, alcuni irreversibilmente, sviluppano una particolare forma di infiammazione che determina un’eccessiva broncocostrizione con respiro sibilante e dispnea.
Non tutti sanno che uno studio recente ha dimostrato come nelle nazioni industrializzate, la prevalenza di asma sia aumentata negli ultimi 30 anni (10-12 % negli adulti e del 15 % nei bambini). Ad aumentare di pari passo la prevalenza di atopia e di altre malattie. Ma quali sono i fattori di rischio e scatenanti? I fattori possono essere di tipo endogeno: predisposizione genetica, obesità, etnia, infezioni virali, iperattività delle vie aeree; ma tanti altri sono i fattori ambientali responsabili, tra questi gli allergeni outdoor e indoor, fattori sensibilizzanti lavorativi, il fumo passivo, infezioni respiratorie. Molti fattori si nascondono dentro le nostre case: attenzione ad
esempio ai deodoranti ambientali chimici, ai profumi, alle vernici, ai farmaci: tutti questi elementi rappresentano dei fattori scatenanti.
Anche gli inquinanti ambientali come il biossido di zolfo, l’ozono ed i particolati dei motori diesel possono scatenare un attacco asmatico. La relazione tra inquinamento ambientale e asma pare essere chiara: secondo delle recenti statistiche è stato dimostrato infatti che proprio durante i picchi di inquinamento sono stati registrati più accessi ospedalieri per crisi asmatiche. Del resto lo smog, i fumi aziendali contengono numerosi gas e agenti contaminanti che causano neoplasie, asma, peggioramenti dei sintomi allergici nei soggetti predisposti, così come confermato lo scorso anno dagli studi presentati dalla International Agency for Research on Cancer (Iarc), dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (Aea), dall'istituto Max Planck .
“I gas inquinanti più problematici che influenzano la salute umana, sono le polveri sottili (PM), l'ozono troposferico (O3) e il diossido di azoto (NO2)” ha dichiarato l’Aea. Secondo il Ministero della Salute poi “l’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno in Italia di circa 30 mila decessi, dovuti solamente al particolato fine (PM 2.5), pari al 7 per cento di tutte le morti (esclusi gli incidenti), si stima anche che l’inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi, 14 per chi vive al Nord, 6,6 per gli abitanti del Centro e 5,7 al Sud e nelle isole. Gli effetti sono maggiori al Nord e il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite all’anno”.
Il commento di Adas: Per quanto è possibile dunque alla luce degli studi condotti e dei dati emersi nelle varie statistiche l’ideale sarebbe eliminare drasticamente ogni forma di inquinamento chimico casalingo, evitare il fumo sia attivo che passivo e quando fuori casa, nelle tipiche zone urbane, fare attenzione agli scarichi di automobili, autobus, camion e barche: ogni respiro è una boccata di veleno per la nostra salute.
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