Antibiotico-resistenza, ogni anno 25mila vittime in Europa

Autore:
Redazione
17/05/2018 - 14:14

Negli USA la chiamano ESKAPE gang: ne fanno parte sette microrganismi (Enterococcus species, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter species) capaci di selezionare, trasmettere, riprodurre mutazioni che permettono loro di sfuggireagli antibiotici. A questi e ad altri superbatteri si deve la diffusione del fenomeno della antimicrobico-resistenza, ovvero la perdita di efficacia degli antibiotici e l'inquietante prospettiva del ritorno di malattie infettive che si pensavano sconfitte o sotto controllo. Secondo l'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ogni anno in Europa 25.000 persone muoiono a causa di infezioni da germi resistenti con un impegno finanziario vicino a 1,5 miliardi di euro.

Nel mondo, sono circa 700.000 i decessi dovuti alle infezioni resistenti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), prevede che, agli attuali tassi di incremento delle antibiotico-resistenze, da qui al 2050 isuperbugsaranno responsabili di almeno 10 milioni di decessi annui diventando la prima causa di morte al mondo. A questa grande emergenza sanitaria, che minaccia la salute e le economie di tutti i paesi, è stato dedicato il Corso di Formazione Professionale Continua “Antibiotico-Resistenze: un'emergenza globale. Il ruolo dei Media tra informazione e formazione” promosso dalla Fondazione Giovanni Lorenzini.

«Numerose società scientifiche hanno indicato gli interventi basilari da perseguire. Tra questi, evitare prescrizioni ridondanti, ridurre non appena possibile lo spettro ed il numero di antibiotici somministrati ad ogni paziente», afferma Pierluigi Viale, professore ordinario di Malattie Infettive all'Università di Bologna e direttore UO Malattie Infettive Policlinico Sant'Orsola-Malpighi.

Per Claudio Viscoli, presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva (S.I.T.A.) e direttore Clinica delle Malattie Infettive, Ospedale Policlinico San Martino di Genova, «punto di forza di un programma di Antimicrobial Stewardship è la conoscenza dei dati relativi al fenomeno della resistenza agli antibiotici e all'uso degli stessi cui seguono gli interventi operativi (educazione, controllo uso antimicrobici, potenziamento strutture e allocazione risorse) e le periodiche valutazioni».

(ANSA)

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci