Ecco Medicbox, l’app che può salvare la vita

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18/04/2018 - 07:17

Negli ultimi trent’anni la tecnologia ha compiuto dei progressi enormi, in grado di mutare il volto della società e dei servizi di cui essa necessita. Indubbiamente, uno dei settori maggiormente coinvolti da tale processo è quello della medicina. La salute di milioni di persone al mondo, oggi, può essere garantita anche da dispositivi hardware e da software di ultima generazione. È questo il caso di un'app ideata e realizzata a Catania da un'azienda che fa dell'e-health il proprio core business: parliamo di Medicbox, creata dal team di IPPOCRATE AS.

Prima di andare a scoprire questa utilissima applicazione di recente lancio, occorre delineare brevemente il quadro entro cui si articola l'e-health. Essa si definisce come la pratica della salute attraverso il supporto di strumenti informatici, personale specializzato e tecniche di comunicazione medico-paziente. L'e-health è quindi il complesso delle risorse, soluzioni e tecnologie informatiche di rete applicate alla salute ed alla sanità. Tuttavia, questa prima definizione non ne racchiude perfettamente la portata, proprio in virtù del suo rapido e continuo progresso. Certamente all'e-health si affianca la sanità digitale ormai entrata nei piani di azione del Governo: dalle linee guida sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) al Patto Sanità Digitale fino al più recente Piano Crescita Digitale. L'accelerazione del processo di digitalizzazione della Sanità rappresenta una scelta obbligata, l'unica in grado di modernizzare il sistema e permettergli di reggere l'impatto della crescita della domanda di salute, ottenendo al contempo obiettivi di efficacia ed efficienza. Posto ciò, si capisce l'importanza del lavoro svolto dalle tante aziende inserite nel settore dell'e-health.

Tra queste, appunto, vi è IPPOCRATE AS, una software house le cui attività riguardano l’e-health, la realizzazione dei componenti software nei sistemi di domotica e, in generale, lo sviluppo di software e database per le attività di ricerca e sviluppo in campo medico sanitario. Le soluzioni IPPOCRATE AS legate alla smart healthcare perseguono l'obiettivo di migliorare la qualità della vita, sono di supporto nelle emergenze mediche e gestiscono in maniera intelligente e sicura i dati sanitari su PC, tablet e smartphone. L'azienda catanese è coinvolta in consorzi di ricerca e sviluppo sia italiani che europei.

Ma da dove nasce l'idea innovativa del team siciliano? Tempestività e precisione. In fondo sono questi gli ingredienti fondamentali per un primo soccorso di successo. La conferma arriva dagli studi sempre più assidui per lo sviluppo di sistemi idonei a facilitare le operazioni di salvataggio da parte degli specialisti del settore sanitario. Ecco che IPPOCRATE AS, forte del proprio know-how e del lavoro di ricerca, mette a punto un innovativo sistema che permette ai soccorritori di intervenire in modo tempestivo ed efficace. Dopo oltre due anni di indagini e studi orientati al mondo della salute e del benessere nasce Medicbox, l’app chepuò salvare la vita in caso di emergenza”. Come? Attraverso un semplice click, Medicbox archivia i dati sanitari dell’utente e assegna un Codice Salvavita personale. In caso di emergenza – attraverso l’utilizzo del Codice Salvavita – i soccorritori possono avere accesso ai dati delpaziente” per le successive ventiquattro ore e conoscere informazioni preziose sul suo stato di salute (intolleranze ai farmaci, interventi subiti, ecc.). Il sistema di crittografia dei dati assicura la massima protezione delle informazioni sanitarie. Basato sul programma ICE (In Case of Emergency) concepito dal paramedico Bob Brotchie nel 2005, l'app vuole diventare un sistema universale in grado di rispondere all’esigenza di rapidità e accuratezza delle informazioni in fase di primo soccorso. Il software – che ha già superato la fase di test iniziale – consente, inoltre, di abbattere la distanza medico-paziente attraverso un sistema di condivisione di esami e referti con il proprio medico curante o con gli specialisti. Un archivio personale, infatti, permette di tenere traccia del proprio quadro clinico e di coinvolgere i medici nella gestione del proprio diario sanitario.

Abbiamo intervistato il dottor Giuseppe Ursino, CEO e Founder della software house, che ci ha spiegato nel dettaglio il percorso che ha portato al lancio dell'app e le sue finalità.

«Voglio precisare che non è un'app medica, piuttosto della salute: serve all'utente finale, è facilissima da usare, non è legata a singole strutture ospedaliere o ad un solo Paese, nasce per la persona. Ci abbiamo lavorato assiduamente per due anni, perché dietro alla evidente semplicità di utilizzo di un'app ci sono tante componenti da tenere in considerazione, che spaziano dalla struttura tecnologica ai dati, dalla user experience ai test. Tutto è rivolto, poi, ad una soluzione pensata - in questo caso - per il mercato italiano ed estero, poiché nella sua versione per PC sono state implementate tutte le lingue mediante Google Translate. Ci piace sottolineare la sua utilità pratica anche in contesti che ci sembrano lontani, pensiamo ad esempio all'Africa. L'idea era quella di creare qualcosa nel settore medicale non legata alla singola realtà ospedaliera, ma utilizzabile da tutti ed ovunque. Chiunque abbia a disposizione uno smartphone o un tablet, in caso necessità, ha la possibilità di inviare referti (lo sharing avviene mediante link a tempo determinato) e aggiungere una sua lista di tutti i medici oltre al proprio. Ovviamente usiamo un sistema di protezione dei dati sensibili tramite criptazione di ultima generazione ed anzi posso dire che stiamo già applicando la normativa europea GDPR (il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati o General Data Protection Regulation - Regolamento UE 2016/679, pubblicato su Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016 ed entrato in vigore il 25 maggio dello stesso anno, che inizierà ad avere efficacia il 25 maggio 2018 - NdR)».

«Il primo beta test - prosegue Ursino - è stato condotto su 200/300 persone ed è andato molto bene, ma ovviamente uno dei nostri principali obiettivi è quello di migliorare la user experience. Abbiamo notato che i medici più giovani rispondono molto bene a questa nuova app, ma in Europa e altrove anche la vecchia guardia si è adattata benissimo alle nuove tecnologie in campo medico-sanitario. Il nostro primo obiettivo è stato il lancio nazionale e, se i risultati si confermeranno così positivi, procederemo per paese target (in Europa e poi nel Mondo). Stiamo implementando varie funzioni e su app per smartphone e tablet sono disponibili solo alcune lingue, ma integreremo a breve. Al momento Medicbox gira solo su dispositivi con sistema operativo Android, ma arriverà anche il momento di Apple iOS. Sul piano tecnico-pratico, è interessante fare notare che l'app genera un Codice Salvavita: in caso di necessità ed emergenza, anche in un paese straniero, chi presta soccorso al paziente ha tutti i dati a disposizione. Anche se il cellulare è bloccato, spunta una notifica sul display con il Codice Salvavita, agevolando così i soccorsi. Inoltre, Medicbox ha un archivio di contatti di persone vicine, quindi il soccorritore può contattare rapidamente la lista della persona soccorsa».

Insomma, non resta che installare sul proprio device l'app salvavita e scoprirne tutte le utili funzionalità.

 

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