Esalazioni fognarie: un rischio per la salute?

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24/10/2017 - 09:45

Ha destato preoccupazione il caso della coppia messinese ricoverata in due diversi ospedali a seguito dell'esposizione ad esalazioni fognarie, durante una vacanza nel ragusano per celebrare le seconde nozze. Il fatto, accaduto lo scorso 27 agosto, ha portato ancora una volta alla ribalta la pericolosità delle emanazioni provenienti dalle condotte fognarie, tanto nauseabonde quanto nocive per la salute. In passato non sono stati pochi gli episodi di soggetti esposti alle esalazioni provenienti da cisterne, fognature, fosse biologiche, pozzi neri e simili: nella stragrande maggioranza dei casi si è trattato di addetti al settore, cioè operai specializzati nelle operazioni di spurgo o manutenzione. Purtroppo, in molti casi, i gas inalati si sono rivelati addirittura fatali.

Ma come è possibile che l'esposizione o inalazione possa portare a gravi situazioni di pericolo per la salute o addirittura alla morte? Prima di approfondire l'aspetto legato alla composizione chimica e fisica dei gas e dei liquami presenti comunemente nei sistemi fognari, ripercorriamo per un attimo la vicenda dei due coniugi siciliani. Secondo quanto riferiscono gli inquirenti (c'è un'indagine in corso da parte della procura di Ragusa) e gli operatori del soccorso, i due (65 anni lui, 60 lei) sono stati rinvenuti privi di sensi nella camera dell'hotel in cui alloggiavano e portati presso l'Ospedale Civile di Ragusa.

La coppia, riferisce il dottor Luigi Rabito, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione del nosocomio ragusano, ha subito un'intossicazione da monossido di carbonio: «Al momento del ricovero la donna appariva in uno stato di disorientamento ma era comunque vigile, l'uomo si trovava, invece, in uno stato soporoso più accentuato. Dai primi accertamenti è apparsa subito chiara la natura dell'intossicazione, ossia una inalazione di monossidi di carbonio. Secondo prassi è stato necessario standardizzare immediatamente i parametri base e quindi procedere con il trattamento in camera iperbarica. La signora è stata trasferita all'ospedale "Cannizzaro" di Catania mentre l'uomo è stato trasferito a Siracusa, accompagnato da un anestesista, e poi riportato a Ragusa dopo il trattamento in camera iperbarica nel nosocomio aretuseo. La donna ha mostrato presto un miglioramento del quadro generale, per il marito è stato necessario un nuovo trasferimento a Siracusa lunedì 28 agosto per una seconda seduta di camera iperbarica. L'intossicazione da monossido di carbonio è plausibile con l'esposizione alle esalazioni provenienti da una fogna per via della fermentazione che si sviluppa nelle sostanze presenti nelle condotte. Inoltre, non si segnala nulla di anomalo per quanto riguarda le condizioni di salute pregresse dei due pazienti, compatibilmente con l'età dei soggetti stessi».

Questo è quanto emerge dalle dichiarazioni a noi rilasciate dal personale medico dell'ospedale ragusano, ma ciò che colpisce è il fatto che l'uomo e la donna si trovassero nella propria camera in hotel e che le esalazioni siano giunte non dall'interno dello stesso, ma con ogni probabilità dal cantiere aperto nella strada adiacente. Insomma, una situazione anomala per gli esiti, ma allo stesso tempo abbastanza comune nella vita quotidiana di chi vive nei centri urbani e pertanto ancora ripetibile.

A questo punto è bene analizzare nel dettaglio ciò che è presente sotto i nostri piedi, nei sistemi di drenaggio urbano mediante canalizzazioni, generalmente sotterranee, utili a raccogliere e smaltire lontano da insediamenti civili e/o produttivi le acque superficiali (meteoriche, di lavaggio, ecc.) e quelle reflue provenienti dalle attività umane.

Abbiamo chiesto delucidazioni e dati sulle sostanze contenute nelle esalazioni fognarie alla Società Italiana di Farmacologia, attraverso la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, ma a quanto pare l'eterogeneità del fenomeno rende difficile una mappatura supportata da cifre: anche una consultazione tramite SITOX, la Società Italiana di Tossicologia, non produce risultati utili.

In linea generale, tuttavia, è possibile affermare che l’atmosfera - all'interno di una fognatura, una fossa biologica o altro ambiente confinato - diventa pericolosa a causa della:

• presenza di asfissianti semplici (es. azoto, anidride carbonica, freon) fisiologicamente inerti, ma pericolosi perché riducono la concentrazione di ossigeno;

• presenza di asfissianti chimici (es. monossido di carbonio) che limitano il trasporto dell’ossigeno nel sangue;

• presenza di asfissianti chimici (es. acido cianidrico, acido solfidrico) che limitano l’utilizzazione dell’ossigeno a livello cellulare;

• presenza di altre sostanze pericolose.

Tra le cause di asfissia svolge un ruolo primario la concentrazione di ossigeno in un ambiente: basti pensare che quando la percentuale scende al di sotto del 19,5% l’aria è già inadatta alla normale inalazione e sotto la soglia del 18% l’atmosfera diventa non più respirabile. Percentuali ancora inferiori causano malori, svenimenti o addirittura la morte.

Certe attività lavorative in ambienti chiusi, se svolte in maniera grossolana, ampliano lo spettro dei rischi per la salute. L'inadeguata rimozione dell’azoto o di altro agente a seguito di attività di bonifica o di inertizzazione, così come le reazioni tra acqua del terreno, gesso e calcare, i processi di combustione e ossidazione, le reazioni tra rifiuti e ossigeno atmosferico, lo sversamento di sostanze contenute nelle stive o nei serbatoi a contatto con l'ossigeno, nonché la dispersione di agenti estinguenti o refrigeranti come anidride carbonica, azoto o agenti alogenati in ambienti non aerati, sono tutti altamente pericolosi per uomo e ambiente. Tra le sostanze tossiche e asfissianti vanno poi menzionate: l'anidride carbonica, l'acido solfidrico, l'azoto, l'acido cianidrico, nonché il monossido di carbonio, il metano, il cloro, l’ammoniaca. Insomma, vere e proprie bombe tossiche, in grado di portare addirittura alla morte.

In ultima analisi, dopo aver tracciato il profilo di tutte le sostanze tossiche presenti negli ambienti confinati e i rischi connessi all'esposizione, resta da capire come sia stato possibile che i due malcapitati coniugi siano stati colpiti così violentemente dalle esalazioni nocive provenienti, comunque, da un cantiere e non dalla stessa struttura alberghiera. L'indagine giudiziaria emetterà i suoi verdetti, supportati da rilevamenti medico-sanitari e solo in un secondo momento si potrà delineare un quadro più chiaro. Il quesito che ci premerebbe risolvere, però, è un altro: dando per scontato che chi lavora alla manutenzioni fognarie provveda ad adoperare tutte le misure previste dalle normative vigenti (il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro è un caposaldo, in tal senso) come deve comportarsi il cittadino di fronte a tali rischi? Che misure di prevenzione adottare? Un interrogativo che forse resta aperto ma su cui torneremo presto.

 

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