Il Fascicolo sanitario elettronico; uno strumento a favore del cittadino

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22/02/2017 - 21:35

In alcune regioni italiane è possibile avere una piena e completa informazione sul quadro clinico storico attraverso un importante strumento digitale: il Fascicolo Sanitario Elettronico. L'iter per istituirlo è iniziato meno di un decennio fa e si è concluso con l'emanazione del decreto nel 2015. Eppure non sono tutti a beneficiarne, a causa della lentezza di alcune regioni italiane che hanno ritardato l'adozione del provvedimento, creando una situazione di frammentarietà in tutto il Paese. Proviamo, pertanto, a capire l'importanza di questo strumento, evidenziandone l'opportunità che rappresenta in merito alla realizzazione di una sanità digitale al servizio del cittadino.

Che cos'è il Fascicolo sanitario elettronico? Il FSE permette di fornire ai medici un'informazione completa e unificata sullo stato di salute dei cittadini italiani grazie a un quadro clinico che contiene gli eventi sanitari e i documenti di sintesi di coloro che hanno usufruito del servizio sanitario. Lo stesso Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 179 del 15 settembre 2015, definisce questo strumento “l'insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito”. All'interno di questo mezzo vengono inseriti i dati identificativi e amministrativi del paziente, oltre che al consenso o al diniego alla donazione degli organi e tessuti. Il documento diventa utile per avere un'informazione completa legata ai ricoveri ospedalieri, referti, verbali di Pronto Soccorso, lettere di dimissione, assistenza residenziale e domiciliare, profilo sanitario sintetico, prestazioni farmaceutiche. Il Fascicolo sanitario elettronico, in sintesi, permette di tracciare in maniera globale una serie di informazioni sull'assistito rendendole disponibili immediatamente al medico.

Il Fascicolo sanitario elettronico, ci informa il Ministero della Salute, “è il punto di aggregazione delle informazioni e dei documenti clinici generati dai vari attori del Sistema Sanitario; esso fornisce quindi una visione globale e unificata dello stato di salute del singolo cittadino”. Questo tipo di sistema digitale, previsto nel lontano 2009, serve per generare un dato sanitario di un paziente che ne ha dato il consenso libero e informato, in relazione al trattamento dei dati in rispetto con la normativa in materia di privacy. Un consenso che può anche essere revocato, svincolandosi dal sistema del Fascicolo ma senza che questa decisione infici la qualità delle prestazioni dell'assistito legate al servizio sanitario e ai servizi socio-sanitari in ambito regionale.

Qual è la situazione in Italia? La definizione di Fascicolo sanitario elettronico ci permette idealmente di capirne l'utilità che può avere per il cittadino. Un'opportunità che lo mette in comunicazione con il medico, dando al professionista la possibilità di ottenere un quadro informativo completo e unificato. Tuttavia, questo non basterà per spiegare come mai ancora in Italia manchi una completa attuazione di questo strumento previsto dalla Legge. La mancata attuazione del provvedimento si lega con “il livello di maturità delle iniziative digitali in materia sanitaria, della disponibilità economica collegata anche alla capacità di reperire i fondi per l'attuazione dei Piani, lo stato di informatizzazione e di sviluppo degli interventi di digitalizzazione nelle aziende sanitarie regionali”. Il contesto normativo che si è sviluppato è stato incerto e frammentato causando tra le Regioni uno squilibrio nell'adozione del Fascicolo sanitario elettronico.

Tra le regioni virtuose abbiamo l'Emilia Romagna, la Lombardia e anche la Provincia Autonoma di Trento che hanno già messo a disposizione questo mezzo. L'approccio di queste regioni è stato quello di recepire immediatamente il documento, acquisendo i dati all'interno delle strutture sanitarie pubbliche di riferimento. Sembrerebbero due i prerequisiti essenziali per permettere l'attuazione dello strumento digitale: la presenza di un'anagrafica regionale in grado di uniformare le informazioni dei cittadini da fornire a coloro che operano nella Sanità regionale; la creazione di contenuti digitali che sono la base per l'erogazione dei servizi sanitari.

Tra le regioni che stanno lavorando per allinerarsi agli standard richiesti, ci sono la Puglia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, che hanno già provveduto ad avviare un primo iter per realizzare il Fascicolo sanitario elettronico. Riportando i dati AgID, si può affermare che ancora sono solo 7 le Regioni e le Province che hanno un Fascicolo sanitario elettronico operativo, 10 invece sono in corso di implementazione, le altre 3 sono in ritardo nella realizzazione, tra cui Sicilia, Campania e Calabria.

L'istituzione del Fascicolo sanitario elettronico ci permette così di accennare ai servizi in uso nel mondo sanitario. Come ad esempio, la Tessera sanitaria, uno strumento molto importante per ogni cittadino. Essa, intanto, permette di accedere alle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. La tessera sanitaria, inoltre, prevede i dati anagrafici dell'assistito e il codice fiscale, la data di scadenza, un'area libera per eventuali dati sanitari, tre caratteri braille per i non vedenti, il codice fiscale in formato codice a barre e una banda magnetica. Un servizio che garantisce al sistema, peraltro, di monitorare la spesa sanitaria. Essa diventa molto utile, infine, quando il cittadino deve andare dal medico o in farmacia o quando beneficia di una visita specialistica in ospedale.

La tessera sanitaria, così come il Fascicolo sanitario elettronico, oggi rappresentano quei sistemi che ci permettono di collegarci al tema della sanità elettronica, che dovrebbero essere in linea con le disposizioni comunitarie. Un tema, infatti, molto caro alla stessa Unione Europea che già qualche anno fa aveva deciso di finanziare con alcuni miliardi di euro il consolidamento della sanità digitale. Il progetto europeo si pone l'obiettivo, in tutti i paesi aderenti all'Unione Europea, di dotarsi di una sanità in grado di comunicare in maniera immediata, di dare risposte concrete ai pazienti al fine di migliorarne la loro qualità di vita, senza dimenticare la necessaria protezione e tutela dei dati sensibili in materia di privacy. L'Italia, tuttavia, non ha completato ancora l'iter rispetto ad altri Paesi europei che invece hanno sviluppato sistemi di gestione del fascicolo sanitario elettronico.

In ultima analisi, se ci riferiamo alla sanità in rete, è indispensabile attuare la realizzazione di un Fascicolo sanitario elettronico che inglobi tutti i dati clinici dell'assistito e che diventi operativa in tutte le regioni italiane, poiché questo passo consentirebbe di dare maggiori tutele a coloro che devono comunicare con il medico di turno. Uno strumento del quale non si dovrebbe fare a meno nell'ambito del sistema sanitario nazionale, che si traduce in una grande opportunità nel supportare i processi operativi e nel potenziare la rete della qualità di servizi, avviando un risparmio notevole nella gestione economica della sanità italiana.

 

 

 

 

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