Poco ferro spia di malattie croniche

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05/11/2018 - 08:04

Può essere spia di comuni malattie croniche e peggiorarne i sintomi, ma molto spesso viene sottovalutato dagli stessi medici. L'anemia da carenza di ferro interessa circa una persona su quattro e causa ogni anno la morte di oltre 800.000 pazienti al mondo. Sebbene basti un esame del sangue per individuarla, viene indagata soltanto in un caso su tre. L'allarme è stato lanciato qualche giorno fa a Roma dagli esperti della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), riuniti in occasione del 119° Congresso Nazionale.

Diffuso anche tra i più piccoli, il problema aumenta con l'età ed è molto evidente negli over 65. In particolare, oltre due milioni di anziani con malattie croniche respiratorie, cardiache e intestinali presentano bassi livelli di ferro. «I medici tendono a considerare il fenomeno un disturbo “banale”, a meno che i livelli di emoglobina non arrivino a livelli allarmanti», spiega Francesco Perticone, presidente della SIMI.

«Negli ultimi anni invece - prosegue - si sta osservando che la carenza di ferro nell'anziano rappresenta non solo un fattore predittivo delle malattie croniche, ma ne aggrava anche il decorso», aumentando il rischio di mortalità e riospedalizzazione.

Di qui la decisione di intraprendere uno studio multicentrico su oltre 2.000 pazienti, che quantificherà l'impatto della sideropenia in alcune delle più diffuse malattie croniche. «Oggi abbiamo a disposizione diverse strategie terapeutiche innovative per far fronte a questo problema, ma dobbiamo aumentarne la conoscenza, anche tra i medici», spiega Antonello Pietrangelo, presidente eletto della SIMI, coordinatore dello studio e direttore della Struttura Complessa di Medicina Interna del Policlinico di Modena. Ad esempio, osserva, «esistono farmaci iniettabili innovativi che consentono di far accrescere i livelli di ferro nel paziente in modo più rapido ed efficiente».

 

Le 5 regole per una dieta ricca di ferro

1) Sì a carni rosse magre, ma anche tacchino e pollo: sono una delle principali fonti di ferro.

2) Una buona assimilazione di ferro è garantita anche dall'assunzione di pesce come salmone, merluzzo e tonno.

3) Per sfruttare al meglio la minore quantità, o la minore assimilabilità, del ferro presente in verdura, legumi e cereali, il consiglio è di assumere nello stesso pasto alimenti ricchi di vitamina C (come agrumi, pomodori, cavoli, broccoli, peperoni), vitamina A (tuorlo d'uovo, carota, zucca, fegato e olio di merluzzo) e cisteina (contenuta nella carne e nel pesce). Questo accorgimento permette un assorbimento due o tre volte maggiore del minerale.

4) Evitare di assumere a distanza ravvicinata bevande come tè, caffè e cacao, perché riducono l'assimilazione del ferro.

5) Non associare nello stesso pasto alimenti ricchi di ferro con latte e derivati, perché ne riducono l'assorbimento.

(ANSA)

 

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