Progetto Cuore - Una scossa per la vita: donati a Messina quattro defibrillatori

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26/10/2018 - 08:04

L’importanza delle reti tempo-dipendenti (Infarto miocardico acuto, Ictus /Stroke, Trauma etc.), le problematiche di organizzazione dei pronto soccorso ed i programmi di defibrillazione pubblica territoriale (città cardioprotette) sono al centro della due giorni del XV Congresso SIMEU (Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza) Sicilia, che si svolge oggi e domani, a Messina, presso il Centro congressi dell’A.O.U. Policlinico “G. Martino”. 

Antonio Giovanni Versace (foto a destra), presidente SIMEU Sicilia, componente del “Gruppo di supporto dell’Assessore Regionale alla Salute per il coordinamento unico per l’emergenza sanitaria”, Clemente Giuffrida, coordinatore per le regioni del Consiglio Nazionale SIMEU e direttore “Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza” IRCCS Piemonte di Messina, Antonino Saitta, direttore della Scuola di Specializzazione di Medicina Interna sono, rispettivamente, anche presidente, direttore scientifico e presidente onorario del congresso.

L’associazione “Progetto Cuore - Una scossa per la vita”, fondata dallo stesso Versace, in occasione di questa terza edizione del Meeting delle Giornate dello Stretto, dona alla città di Messina quattro defibrillatori, così smistati: uno a Piazza Cairoli, uno al Rettorato, uno al collegio Sant’Ignazio ed uno alla squadra di basket Fortitudo Messina.

L’installazione diffusa dei defibrillatori esterni semiautomatici, cosiddétti DAE, che, se collocati ogni 150 metri sul territorio, garantiscono una sopravvivenza di quattro volte superiore al paziente, rappresenta il gold standard dei progetti di best practice volti ad assicurare a chi viene colpito da arresto cardiaco improvviso una chance maggiore di sopravvivenza (fino al 60%), considerato che per ogni minuto che passa si perde il 10% della possibilità di salvare la persona: da qui l’importanza delle città cardioprotette.

«Oltre l’80% dei decessi - evidenzia Antonio Versace - avviene lontano da ospedali e nel 65% dei casi l’arresto cardiaco colpisce in presenza di altre persone. Dopo 5 minuti di tempo, le possibilità di salvezza scendono al 50%. In atto, il tasso di sopravvivenza è solamente del 2%». Ciò nonostante, i DAE che analizzano il ritmo cardiaco e determinano, con un margine derrore inferiore allo 0,1%, la necessità di erogare uno shock, sono ancora poco utilizzati nel nostro Paese, dove, annualmente, sono 70.000 le persone colpite da arresto cardiaco e la morte improvvisa di giovani uomini, al di sotto dei 45 anni, riguarda circa 300 persone ogni anno.

Mentre sulle condizioni dei pronto soccorso, Versace e Giuffrida, ricordano che: «Secondo un’indagine SIMEU, dal 1 marzo al 30 aprile 2017, su un campione di 218 pronto soccorso, pari al 33% di quelli presenti in Italia (667), in due su tre (63%) si è verificata almeno un’aggressione fisica. Nel 2018, la situazione è peggiorata in tutte le regioni e nel 50% dei casi le aggressioni si sono verificate dove il sovraffollamento è più intenso».

Ai lavori partecipano, tra gli altri, Giuseppe Laganga, commissario straordinario del Policlinico di Messina “G. Martino” e Ferdinando Croce, capo della Segreteria Tecnica dell’Assessorato Regionale alla Salute. La cerimonia inaugurale, prevista per le 19.30 del 26 ottobre, presso il Teatro Vittorio Emanuele (Sala Sinopoli) di Messina, vede una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Marina Bottari, a cui partecipano, oltre a Giuffrida e a Versace, Vincenzo Natale, presidente SIMEU Calabria e direttore Dipartimento Emergenza - Urgenza ASP di Vibo Valentia; Marcello Longo, ordinario di Neuroradiologia dell’Università di Messina, direttore UOC di “Neuroradiologia Diagnostica e Interventistica” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “G. Martino” della stessa città, e Scipione Carerj, associato di Malattie Cardiovascolari dello stesso Ateneo e direttore dell’U.O.S.D. di “Diagnostica Cardiovascolare Strumentale non Invasiva” della stessa Azienda.

 

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