Vino e spumante spingono la produzione di bottiglie di vetro

02/03/2019 - 09:34

Sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale sono i bisogni dei consumatori che spingono la produzione di bottiglie e vasetti di vetro in crescita di anno in anno. Un trend a cui ha contribuito anche il successo del Made in Italy nel mondo con sempre più bottiglie di vino e spumante, rigorosamente in vetro, esportate.

Tradotto in numeri, secondo i dati forniti da Assovetro (Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro aderente a Confindustria), nei primi 10 mesi del 2018 la produzione di bottiglie di vetro, packaging top per vino e birra, è aumentata del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2017 (oltre tre milioni di tonnellate di bottiglie prodotte), con un tasso medio di incremento della produzione tra il 2014 e il 2017 del 2%. In aumento, del 7%, anche l'export di bottiglie nei 10 mesi e un balzo in avanti lo ha fatto anche l'import di bottiglie, +25%, a dimostrare la richiesta sempre crescente di contenitori in vetro per bevande, spiega l'Associazione.

A spingere la produzione di bottiglie ha contribuito l'export di vino, passato dai 2,5 miliardi del 2000 agli oltre 6 miliardi del 2017, e un vero e proprio boom dellebollicine” il cui export nello stesso periodo è aumentato del 566,2% in valore e del 264,8% in quantità.

«I dati degli ultimi anni confermano che il vetro è riconosciuto comeil custodemigliore di cibi e bevande. Garantisce la sicurezza alimentare, è campione di economia circolare, e preserva inalterato il gusto di ciò che contiene. Oltre al contributo che dà all'economia italiana in termini di occupazione e PIL», spiega Marco Ravasi, presidente della Sezione Contenitori in Vetro di Assovetro. L'industria dei contenitori in vetro con diciotto vetrerie e quaranta stabilimenti è presente in quasi tutte le regioni d'Italia, conta 8.300 addetti, il 97% con contratto a tempo indeterminato, e altri 14.000 occupati indiretti e nell'indotto. Il fatturato è valutato in 2 miliardi di euro l'anno.

Salute, gusto e ambiente sono gli atout del vetro. E proprio il vetro possiede alcune caratteristiche importanti per la sicurezza alimentare. Si tratta della trasparenza, della totale assenza di cessione di sostanze agli alimenti contenuti, della protezione e conservazione nel tempo del gusto e delle caratteristiche organolettiche degli alimenti. Tutte caratteristiche, queste, che lo rendono uno dei materiali più sicuri dal punto di vista igienico-sanitario, tanto che l'85% degli italiani considera il packaging in vetro il più affidabile per il cibo e per le bevande.

Il vetro vince anche in sostenibilità ambientale: riciclabile al 100% per infinite volte e reimpiegato nello stesso processo produttivo è un modello di riferimento per l'economia circolare che punta a ridurre il prelievo di materie prime dall'ambiente, minimizzare la produzione di rifiuti, valorizzare la durata dei prodotti. Con gli alti numeri di raccolta differenziata, 83%, e di riciclo, 72,8%, il vetro ha convinto gli italiani, che, per l'81%, lo ritengono il packaging più sostenibile. E non solo: più di sei italiani su dieci considerano il vetro l'imballaggiopiù amico del mare” perché è un materiale inerte e non rilascia sostanze chimiche pericolose, né si dissolve in microparticelle dannose per l'ecosistema marino.

Parlando durante un dibattito del riciclo del vetro, Franco Grisan, presidente del CoReVe (Consorzio Recupero Vetro) ha osservato che la sfida è come migliorare la raccolta del vetro usato e ha evidenziato il ritardo delle regioni del Centro-Sud. Ha quindi suggerito la necessità di accorpare i comuni per migliorare la raccolta, come avviene più diffusamente al Nord.

Il presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi, ha rilevato che «l'Italia è tra i paesi big dell'UE uno dei maggiori riciclatori di vetro. Occorre fare attenzione alla nuova direttiva sui consorzi perché non è detto che, quando si cambia, si faccia meglio. Aumentando il riciclo del vetro abbiamo un problema di scarti, cresciuti in un anno del 10-12% e passati dalle 177.000 tonnellate del 2016 alle 250.000 tonnellate del 2017. Serve migliorare le tecnologie per la separazione, ma è costoso. Quindi, serve più ricerca. Abbiamo la consapevolezza che il vetro è vincente perché è l'unico materiale riutilizzabile, per questo vale la pena riciclarlo. Il riciclo è una importante componente nella lotta conto il cambiamento climatico».

(ANSA)

 

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