ONU: “I governi devono impegnarsi di più su taglio emissioni”

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Redazione
05/03/2021 - 04:53

Assolutamente inadeguati! Ad oggi, soltanto questo si può dire in riferimento agli impegni collettivi presi dai governi per ridurre le emissioni entro il 2030. Inadeguatezza che, certificata da un rapporto preliminare dell'UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), l'agenzia dell'ONU per la lotta al cambiamento climatico, rischia di rendere impossibile il raggiungimento dell’obiettivo di mantenere l’aumento medio della temperatura globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali.

La Terra si sta deteriorando piuttosto rapidamente e i nostri politici devono, prima che sia troppo tardi, rivedere le strategie in fatto di emissioni mettendo, allo stesso tempo, un freno sia ai combustibili fossili sia all’agricoltura intensiva.

In particolare, settantacinque paesi al mondo producono il 30% delle emissioni globali di gas serra e hanno preso impegni per ridurle che porteranno nel 2030 ad un taglio complessivo di appena l'1% rispetto al 2010: per mantenere l'aumento delle temperature entro 1,5 gradi (in pratica, l’obiettivo ottimale dell'accordo di Parigi sul clima) occorrerebbe, invece, un taglio del 45%.

Il documento dell'UNFCCC fa, dunque, il punto sugli impegni per la riduzione delle emissioni (NDC, Nationally Determined Contributions) presi da settantacinque dei centonovantasei paesi che hanno firmato l'accordo di Parigi. Sono i paesi che finora hanno comunicato all'UNFCCC i loro piani, e che rappresentano il 30% delle emissioni globali.

Il rapporto sugli NDC, ancora parziale, è stato preparato in vista della prossima conferenza ONU sul clima, la COP26 (Climate Change Conference), che si terrà a Glasgow, in Scozia, il prossimo novembre.

In esso viene ribadito che, anche se la maggioranza delle nazioni rappresentate ha messo in atto (o ha intenzione di mettere in atto) soluzioni più ambiziose per ciò che concerne le emissioni, l'impatto complessivo le porterà ad ottenere solo l’1% di riduzione nel 2030 rispetto al 2010. Il Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC, il centro studi dell'ONU sul clima) ha indicato che, per ottenere l'obiettivo dell'aumento delle temperature entro 1,5 gradi, la riduzione delle emissioni dovrebbe, come detto, arrivare a quota 45% rispetto al 2010.

«Questo rapporto mostra che i livelli attuali di ambizione climatica sono ben lontani dal metterci sulla strada per arrivare agli obiettivi dell'accordo di Parigi, ma riconosciamo la svolta recente verso una più forte azione climatica nel mondo con molti paesi, tra cui alcuni importanti emettitori, che fissano obiettivi di emissioni nette zero entro la metà del secolo», ha detto Patricia Espinosa, segretario esecutivo dell'UNFCCC.

«È di vitale importanza che otteniamo maggiore chiarezza su come i paesi stanno pianificando di adempiere a questi impegni a lungo termine. Se vogliamo avere qualche possibilità di ridurre le emissioni del 45% entro il 2030 e di intraprendere la strada verso la neutralità del carbonio intorno alla metà del secolo, le decisioni di trasformazione devono essere prese ora», ha aggiunto.

«La COP26 è un test di credibilità per la nostra lotta contro l'emergenza climatica. Presentando forti NDC prima della COP26, i paesi possono aumentare le loro ambizioni, tradurre i loro obiettivi per il 2050 in pietre miliari lungo la strada e trasformare obiettivi lontani in azioni immediate. La COP26 offre anche un'opportunità per le nazioni sviluppate di mantenere il loro impegno a destinare congiuntamente 100 miliardi di dollari all'anno ai paesi in via di sviluppo. Tale impegno non è stato ancora rispettato, determinando una significativa mancanza di fiducia tra le parti. I paesi in via di sviluppo hanno bisogno di quel sostegno promessogli per mettere in atto le loro azioni sul clima», ha sottolineato Patricia Espinosa.

Infine, il segretario esecutivo dell'UNFCCC ha chiarito che il rapporto èuna sorta di istantanea, non un panorama completosugli NDC, poiché il Covid-19 ha posto sfide impegnative per molte nazioni non facilitando il completamento dei loro impegni per il 2020. Ha, inoltre, aggiunto che un secondo rapporto sarà diffuso prima della COP26 e ha chiesto a tutti i paesi (soprattutto ai maggiori produttori di gas serra, che non lo hanno ancora fatto) di presentare i loro dati prima possibile, così che le loro informazioni possano essere incluse nel rapporto aggiornato.

(Fonte: ANSA/UNFCCC - Foto di copertina: Pixabay)

 

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