Il 2018 consolida il boom per i trapianti, calano le liste di attesa per il rene

31/12/2018 - 08:04

Oltre trenta donatori ogni milione di abitanti, liste d'attesa che calano per il rene e programmi innovativi che vengono copiati dagli altri paesi. Il sistema dei trapianti italiano si conferma un'eccellenza, con i dati per il 2018 che, presentati nei giorni scorsi a Roma, ribadiscono i record registrati lo scorso anno.

«Sono dati positivi perché consolidano il salto che è stato fatto nel 2017 e fanno vedere che molte regioni superano i trenta e vanno verso i quaranta donatori per milione. Guardando il trend risulta evidente che negli ultimi quindici anni la Rete Trapianti ha avuto una crescita grazie ad una forte componente innovatrice», ha sottolineato il direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa.

Tra le diverse innovazioni nell'attività del 2018, ha sottolineato Costa, ci sono stati l'inizio del programma per la prima catena di trapianti di rene da vivente tra coppie donatore-ricevente incompatibili innescata da donatore deceduto, il primo al mondo e che ora viene copiato dagli altri paesi, ma anche il consolidamento del programma di trapianti da donatori a riceventi HIV positivi o la pubblicazione dei risultati degli studi sull'effetto dell'attività fisica sui trapiantati, basato su un database unico al mondo.

Secondo i dati presentati la previsione per quest'anno è di avere 1.672 donatori, qualcosa in meno rispetto ai 1.714 del 2017 ma sempre molti di più rispetto ai 1.480 del 2016. Il numero totale di trapianti da donatore cadavere alla fine saranno 3.419, di cui 1.842 di rene, 1.212 di fegato, 227 di cuore, 140 di polmone.

Al Sud ci sono meno donatori e le opposizioni, che sono stabili intorno al 30%, sono maggiori. Per quanto riguarda le liste d'attesa, che in totale hanno 8.765 pazienti, il sistema ha registrato un calo dei pazienti in quelle per il rene, mentre per gli altri organi sono sostanzialmente stabili.

(ANSA)

 

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