La sindrome di Down accelera l’invecchiamento muscolare

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07/03/2019 - 08:04

Medici e ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica hanno scoperto che la muscolatura delle persone con sindrome di Down invecchia più velocemente: la rivelazione potrebbe suggerire nuovi approcci preventivi e terapeutici per rallentare l’invecchiamento dei muscoli, nell’immediato futuro con programmi personalizzati di attività fisica e nutrizione, ma i risultati potrebbero anche stimolare nuove ricerche volte allo sviluppo di farmacianti-agingper i muscoli.

Lo rivela una ricerca coordinata dal dottor Emanuele Marzetti, dirigente medico UOC Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e dal professor Graziano Onder, associato di Medicina Interna e Geriatria all’Università Cattolica e direttore UOC Continuità Assistenziale del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCSS, dal professor Francesco Landi, associato di Medicina Interna e Geriatria all’Università Cattolica e direttore UOC Riabilitazione e Medicina Fisica del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCSS e dal professor Roberto Bernabei, ordinario di Medicina Interna e Geriatria all’Università Cattolica e direttore Dipartimento Scienze dell’Invecchiamento e Neurologiche del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCSS, con il prezioso contributo di Hélio Jose Coelho-Junior, dottorando in Scienze Motorie presso l’Università Campinas di San Paolo del Brasile e visiting student presso l’Università Cattolica, e del dottor Emanuele Rocco Villani, specializzando in Geriatria presso l’Università Cattolica.

Pubblicato sulla rivista Experimental Gerontology, lo studio raccomanda sin da subito di intraprendere la valutazione della massa e della forza muscolari nei giovani con sindrome di Down, al fine di mettere in atto interventi (alimentari e di attività fisica) che hanno l’obiettivo di contrastare l’invecchiamento dei muscoli. In futuro potrebbero anche essere sviluppate delle vere e proprie terapie di contrasto all’invecchiamento muscolare.

La sarcopenia è un problema molto diffuso tra gli anziani: a seconda della definizione operativa utilizzata e del setting assistenziale, la prevalenza varia tra il 5 e il 70% con tassi maggiori negli anziani ospiti di RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale). In questo lavoro sono state coinvolte 105 persone con sindrome di Down di età media di 38 anni e si è visto che in questa popolazione vi è una prevalenza di sarcopenia molto maggiore rispetto a quella osservabile in persone anziane residenti in comunità.

I partecipanti allo studio hanno effettuato una serie di valutazioni dell’apparato muscolo-scheletrico. «Abbiamo quantificato la massa magra, la massa grassa e la densità minerale ossea dei partecipanti. Sono emerse una forza e una massa muscolare molto inferiori rispetto a quel che ci si attenderebbe in base all’età anagrafica», spiega il dottor Emanuele Marzetti.

Inoltre, i valori medi di densità ossea misurati sia a livello del femore che vertebrale sono risultati bassi per l'età, suggerendo un aumentato rischio di osteoporosi precoce.

«Purtroppo a oggi non esistono farmaci per curare la sarcopenia. Gli unici interventi efficaci sono l'esercizio fisico e l'aumento dell'introito proteico, interventi che stiamo attualmente testando in una sperimentazione clinica multicentrica (il progetto SPRINTT - Sarcopenia and Physical fRailty IN older people: multi-componenT Treatment strategies). I risultati emersi dal nostro studio indicano che la misurazione della massa e della forza muscolare nei soggetti con sindrome di Down andrebbe effettuata a partire dall'età giovanile al fine di intervenire precocemente con l'esercizio fisico e l'alimentazione», conclude Marzetti.

 

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